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Sanità digitale eHealth: 72 milioni di € risparmiati con un semplice clic per ritirare i referti medici. Meno file più files con Veneto ESCAPE

Se in Italia il livello di innovazione della Pubblica Amministrazione continua a crescere (v. indagine “European eGovernment Benchmarking 2010”), nel settore della Sanità il Veneto si attesta a livelli di eccellenza grazie ai progetti operativi messi a punti dal Consorzio Arsenàl.IT.

Stiamo parlando di eHealth con l’esempio del Progetto Veneto ESCAPE all’insegna dello slogan “meno code più files”, ovvero consultare e scaricare  via web qualsiasi referto di laboratorio. Nei giorni scorsi è stata presentata l’applicazione in situazione reale all’ULSS 20 di Verona.

Il servizio Veneto ESCAPE è stato concepito per snellire la burocrazia sanitaria e semplificare l’accessibilità degli utenti. Provare per credere. Dalla homepage dell’ULSS 20 basta cliccare sul pulsante “Ritiro Referti” e inserire Codice Fiscale e Codice Accesso scritto nel foglio di accettazione.

Il progetto Veneto ESCAPE è un servizio promosso dalla Regione del Veneto e dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, cofinanziato da Regione del Veneto per il 60% e da DigtPA per il 40% (Ministero).

Vantaggi per i cittadini

Oltre al vantaggio di uno sportello per il ritiro dei referti aperto 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, c’è il risparmio economico del tempo per il ritiro dei referti stimato in 12 € per ogni referto. Da sottolineare anche il miglioramento di efficienza circa i processi di cura, cioè l’archiviazione digitale dei documenti sarà più veloce e farà recuperare tempo stimato attorno al 60%  rispetto al sistema cartaceo.

Risparmi per la PA

Se il risparmio stimato per i referti esterni prodotti nel territorio provinciale veronese ammonta a circa 10.800.000 €, il calcolo sul contesto regionale porta a un rispamio di ben 72.000.000 €.

Valori di Sostenibilità

In termini di Sostenibilità si prospetta la riduzione dell’utilizzo della carta e il calo della quantità di rifiuti cartacei, ma anche riduzione di consumi energetici ed emissioni di CO2 in relazione alla  minore necessità di spostamenti fisici. Da questo si può affermare che il progetto Veneto ESCAPE è perfettamente in linea con i valori per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile suggeriti all’UNESCO. In particolare anche a livello di due delle sette strategie indicate nello Schema d’Implementazione, cioè “Ricerca, sviluppo e innovazione” e “Uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT)”.

P.S.

Domani a Padova ci sarà la presentazione del Progetto DOGE orientato alla costruzione di una rete dei Medici di Medicina Generale e di Pediatri di Libera Scelta della Regione del Veneto e la realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (clicca qui per il PROGRAMMA).

Sfoglia a video il file di Veneto ESCAPE :

Quanto costa il futuro dell’ambiente? Ce lo spiega a SEGNAVIE Claudia Kemfert intervistata da Antonio Cianciullo. Giovedì 20 gennaio 2011 a Padova

Padova, Centro Congressi Papa Luciani in via Forcellini 170/A

Giovedì 20 gennaio 2011, ore 17:45

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria  INFO  >  www.segnavie.itinfo@segnavie.it

SEGNAVIE Claudia Kemfert – Padova 2.12.2010

Claudia Kemfert esperta di sostenibilità ambientale e docente alla Humboldt’s University di Berlino, sarà intervistata da Antonio Cianciullo di Repubblica al Centro Culturale San Gaetano di Padova il 2 dicembre alle ore 17:45.

Ma di cosa parlerà?

Ecco un’anteprima che dovrebbe far alzare le antenne ad aziende e Pubblica Amministrazione orientati ad implementare lo Schema Internazionale DESS Sviluppo Sostenibile* e le recenti norme ISO** sulla Responsabilità Sociale.

Il costo globale del cambiamento climatico segna cifre da capogiro. Per i prossimi 50 anni la stima realizzata nel 2007 dall’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) dice che stiamo parlando di ben 64 i bilioni di $, ovvero si tratta del 20% del PIL mondiale. Nel 2008 Gazprom prevede che nel 2012 il prezzo del gas salirà alle stelle, fino a raggiungere un picco storico. Dopo la crisi economica, una nuova crisi energetica minaccia il mondo.

E questo evento viene dopo quello dello scorso 15 novembre con l’economista Dambisa Moyo. L’ultimo incontro 2010 del ciclo SEGNAVIE, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, vede il testimone passare ad un’altra ospite femminile d’eccezione. Claudia Kemfert è economista e consulente della Banca Mondiale, delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. E’ tra i massimi esperti europei in materia di energia e sostenibilità ambientale.

Nel corso della sua brillante carriera accademica, la Kemfert si è dedicata ad affrontare la problematica dei costi ambientali, focalizzando le sue riflessioni sugli aspetti economici legati alla protezione dell’ambiente e sulle opportunità offerte dalle energie rinnovabili. I suoi interessi e la sua attività di ricerca sono da sempre concentrati sullo studio e valutazione delle strategie di gestione energetica.

Oggi consumiamo più risorse di quelle che la Terra può offrire senza impoverirsi ed il bilancio è destinato ad aggravarsi pesantemente nel 2030; le tempeste tropicali, il rialzo del livello dei mari, i raccolti distrutti, causeranno notevoli costi economici. Ma – ne è convinta la Kemfert – le energie rinnovabili sono la vera sfida e l’opportunità del futuro: un tema cruciale per il nostro paese, considerando i rischi di black out e le importazioni dell’Italia, che rischia di non raggiungere gli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili fissati per il 2020.

Grazie alle sue ampie conoscenze degli effetti sociali ed economici dei cambiamenti climatici, la Kemfert dimostrerà come sia possibile realizzare sviluppo e profitti sostenibili mettendo in atto politiche economiche nel rispetto dell’ambiente.

Dopo l’incontro di dicembre, “Segnavie” si fermerà per una breve pausa. Le conferenze della Fondazione torneranno nel 2011 con nuovi ospiti e nuovi sentieri da esplorare, per aiutare i “viaggiatori” più attenti e curiosi ad orientarsi in un presente sempre più complesso.

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*v. in Sito UNESCO DESS:

** v. in Notizia FERPi:

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Fonte:

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http://www.presseurop.eu/it/content/article/423361-le-relazioni-pericolose


INNOVAZIONE a NORDEST con il Sistema medicale made in Veneto

Importante Convegno sull’Innovazione Biomedicale in programma il 27 novembre a Padova.

Verranno presentati i risultati dei progetti d’innovazione per il settore medicale “Made in Veneto” promossa dalla CNA e dal Sistema Camerale grazie al Progetto padovano SUPPORT INN.

27 novembre 2010 Sistema medicale made in Veneto

Il tessuto produttivo regionale a seguito della globalizzazione e della crisi, ha subito profonde trasformazioni, anche nel comparto della Sanità. Il biomedicale comprende l’insieme delle tecnologie e dei prodotti che afferiscono alla sanità e, in una accezione più ampia, alla salute ed al benessere. Nel settore vi sono significative filiere e reti specializzate, che possono costituire un importante volano per la ripresa della nostra economia.

Negli ultimi anni, anche con l’esperienza del Distretto Biomedicale Veneto, si è sviluppata una cultura di sistema che costituisce importante valore aggiunto al patrimonio del territorio veneto. La domanda di salute e benessere, il progressivo invecchiamento della popolazione, lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, costituiscono i fattori di una nuova opportunità di sviluppo.

Un rapporto tra pubblico e privato ispirato dalla filosofia del “km zero”, può generare circoli virtuosi di crescita economica e civile a livello locale. Rafforzare gli strumenti per le aggregazioni, far crescere la cultura delle piccole e medie imprese, significa dar valore alla qualità nel territorio.

Materiali di approfondimento disponibili in:

http://www.osservatoriobiomedicaleveneto.it

  • pubblicazione – IL CASO AUSILI TECNICI PER DISABILI: RICERCA, NORMAZIONE & COMPETITIVITA’
  • pubblicazione – VERSO UN PROFILO TECNOLOGICO NEL MEDICALE: TREND E FILIERE
  • pubblicazione – BIOMEDICALE VENETO, DINAMICHE E PROSPETTIVE DI MERCATO
  • pubblicazione BIOMEDICALE VENETO E COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE
  • pubblicazione DINAMICA DI DOMANDA E OFFERTA DI DISPOSITIVI MEDICI NEL VENETO
  • pubblicazione – PROSPETTIVE NELL’ASSISTENZA PROTESICA E MERCATO DEGLI AUSILI
  • pubblicazione BIOMEDICALE VENETO TRA SOCIETA’ DEL BENESSERE E MERCATO

Il tema “GLOCAL” nell’Atlante Tecnologico Italia 2010 (“Zeitgeist” ricerca Italia/Germania)

Come si può comprendere l’importanza del Made in Italy delle eccellenze tecnologiche?

Atlante Tecnologico Italia

il portale italo/tedesco che fa lo zeitgeist della ricerca italiana!

(visita il sito: Atlante Tecnologico Italia 2010)

Nell’apertura dell’Atlante viene spiegato che con il termine “Ricerca e Sviluppo” si intende “quel settore di un’impresa industriale (uomini, mezzi e risorse finanziarie), coinvolto nello studio di innovazioni tecnologiche da utilizzare per migliorare i propri prodotti, crearne di nuovi, o migliorare i processi di produzione”.

E proprio nell’ottica dell’innovazione per il miglioramento abbiamo visto l’esempio del Nordest che progetta un sistema “knowledge network” per mettere in rete la conoscenza. Questa prospettiva sembra andare nella stessa direzione indicata da “ditt” quando viene affermato che la “competitività sui mercati internazionali può essere realizzata attraverso l’innovazione nella ricerca, la disponibilità di capitale umano qualificato e la capacità di utilizzare le nuove conoscenze per lo sviluppo tecnologico”.

Considerato che il “fine primario per garantire un incremento di competitività è l’integrazione fra innovazione e ricerca soprattutto a livello internazionale”, torna utile richiamare l’”Orientamento GLOCAL” suggerito da Studio Baroni sul tema del “km zero” e riproposto qui sotto.

Orientamento GLOCAL”

Per sviluppare una strategia che metta in rapporto il locale con il globale, Studio Baroni suggerisce un “orientamento “GLOCAL” che raccoglie l’ispirazione suggerita dal sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. “GLOCAL” è un termine che deriva da “glocalizzazione” e nasce dalla fusione di globale con locale.

Interpretando il pensiero di Bauman, per una strategia di sviluppo orientata alla filosofia “GLOCAL” appare quindi necessario:

  • porre al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizzano il patrimonio locale materiale e immateriale;
  • affermare l’importanza della comunicazione tra le persone e iportatori d’interesse e presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0;
  • tutelare, esaltare e promuovere le caratteristiche delle aree locali intese ciascuna come “prodotto territorio” nella loro relazione con la cultura e il mercato globale;
  • enfatizzare il ruolo delle istituzioni e associazioni locali nelle relazioni internazionali e promuovere la Responsabilità Sociale delle Imprese per dare vita a innovative partnership tra istituzioni pubbliche e private.

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“Orientamento GLOCAL”: (C) con Licenza Creative Commons “Attribution No Derivatives (by-nd)”



Il “KM ZERO”, ovvero quel 50% della filosofia “GLOCAL”, protagonista al Concorso Gastronomico del Veneto il 15 settembre a Torreglia (Padova)

In una precedente riflessione in merito al “Territorio 2.0” parlavamo della storica delibera del Consiglio Regionale del Veneto. Si tratta della Legge Regionale del “KM ZERO” e diventata operativa agli inizi del 2010 a seguito del parere positivo di compatibilità da parte della Commissione Europea in merito agli aiuti di stato e alla libera circolazione delle merci.

Dopo la pubblicazione nel BUR, la normativa è diventata operativa a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati. E’ stato così che il Veneto ha introdotto per la prima volta la definizione di “prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria veneta.

Ed è proprio la tradizione veneta che sta alla base del “KM ZERO”, ovvero di quel 50% della filosofia “GLOCAL” che sarà protagonista al Concorso Gastronomico del Veneto il 15 settembre a Torreglia (Padova). L’edizione 2010 del Concorso sarà una vera e propria festa per ricordare la scelta del Consiglio Regionale del Veneto, approvata con unanime consenso politico trasversale, la norma unica nel panorama legislativo nazionale, partita da una petizione di 25 mila firme raccolte da Coldiretti Veneto.

Per festeggiare il successo della filosofia e del progetto economico strategico del cosiddetto “km zero”, Coldiretti Veneto ha pensato di riunire presso l’Antica Trattoria Ballotta una rappresentanza trasversale delle autorità politiche regionali, associati ai ristoratori in gara al Concorso per condivisione di memorie culinarie e identità di vedute rispetto all’uso in cucina di prodotti stagionali e del territorio.

E questo evento (che tra l’altro vuole sostenere la candidatura del Nordest 2019 per la Capitale Europea della Cultura) ci permette di riprendere il discorso sull’”orientamento GLOCAL” della Pubblica Amministrazione. Infatti, negli ultimi anni, diverse realtà locali italiane si sono accorte delle potenzialità offerte dalla rivoluzione elettronica in corso e soprattutto per innovare il marketing del turismo.

Il cambiamento antropologico di portata internazionale che ruota attorno alla “glocalizzazione“. Le persone non vivono solamente la dimensione della prossimità fisica, la località del proprio vivere quotidiano, ma si interfacciano con il globale della comunicazione digitale. Ciò, a sua volta, genera nuova e diversa relazione nel reale. Relazioni di varia natura: sociali, economiche, culturali, istituzionali, politiche…

Orientamento GLOCAL”

Per sviluppare una strategia che metta in rapporto il locale con il globale, Studio Baroni suggerisce un “orientamento “GLOCAL” che raccoglie l’ispirazione suggerita dal sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. “GLOCAL” è un termine che deriva da “glocalizzazione” e nasce dalla fusione di globale con locale.

Nello specifico, alla luce delle scelte del Consiglio Regionale del Veneto e il case study del Concorso Gastronomico in programma il 15 settembre, interpretando il pensiero di Bauman, per una strategia di sviluppo orientata alla filosofia “GLOCAL” appare quindi necessario:

  • porre al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizzano il patrimonio locale materiale e immateriale;
  • affermare l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse e presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0;
  • tutelare, esaltare e promuovere le caratteristiche delle aree locali intese ciascuna come “prodotto territorio” nella loro relazione con la cultura e il mercato globale;
  • enfatizzare il ruolo delle istituzioni e associazioni locali nelle relazioni internazionali e promuovere la Responsabilità Sociale delle Imprese per dare vita a innovative partnership tra istituzioni pubbliche e private.

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Saper fare rete: il dirigente e le reti per lo sviluppo del territorio

Fare sistema: andiamo oltre lo slogan

Oggi, siamo tutti coscienti del fatto che per ottenere uno sviluppo sostenibile del territorio è necessario “fare sistema”, ovvero unire le forze e collaborare con l’obiettivo di sviluppare l’economia, tutelare l’ambiente e migliorare la qualità della vita della comunità locale.

Ma com’è possibile passare dalle buone intenzioni ai risultati?

L’equilibrio conduce pi facilmente al risultato Il successo di questi processi dipende da due aspetti fondamentali: l’abilità di chi, in qualità di attivatore del processo, si fa garante dei bisogni e delle esigenze di ogni soggetto locale, facilitando l’individuazione di un obiettivo di sviluppo comune e condiviso; la capacità del “sistema” di istituire un organismo di governance in grado di rappresentare equamente gli interessi di tutte le parti in gioco e dotato delle necessarie competenze tecniche. L’esperienza ci dice che questo può concretizzarsi solo attraverso un “percorso di rete”, realizzato da un insieme di attori, di intelligenze, di motivazioni, di interazioni, di competenze differenti collegati tra loro. Facile enunciarlo, molto meno realizzarlo.

Ecco allora l’occasione per approfondire il tema con questa interessante proposta (anche nel prezzo) di formazione:

  • Quando: Venerdì 26 marzo 2010, dalle 10 alle 17
  • Titolo: “Saper fare rete: vengo anch’io? Sì tu sì!”.
  • Destinatari: dirigenti pubblici sulle reti per lo sviluppo del territorio
  • Dove:  Padova – Confservizi Veneto- V.le della Croce Rossa, 62/3
  • Iscrizione: 250€ + IVA
  • Info:  MartiniAssociati – Netpoint di Padova, tel. 049.656158, e-mail: padova@martiniassociati.it
  • Download programma SAPER FARE RETE pdf

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L’innovazione degli incubatori d’impresa universitari: il caso PNICube e il concorso StartUp 2009

PNICube è l’Associazione degli Incubatori e delle Business Plan Competition accademiche italiane. Si tratta di una realtà che trova origine su iniziativa del Ministero delle Attività Produttive che nel 2003 finanzia il progetto IUNet (gestito dall’Associazione Incubatori Universitari – AIU), al fine di creare una rete di collegamento tra gli incubatori di impresa universitari. Lo stesso anno prende il via la prima edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), una sorta di “coppa campioni” dei migliori progetti di impresa nati in ambito universitario organizzato da cinque Start Cup.

Questi gli obiettivi di PNICube:

  • Scambiare esperienze tra i soci e favorirne la reciproca collaborazione
  • Sensibilizzare e promuovere l’adozione di politiche a favore di iniziative di incubazione di imprese
  • Acquisire risorse indirizzate alle attività di creazione di impresa
  • Promuovere e sostenere i soci nelle collaborazione internazionali
  • Favorire la creazione di start up dalla ricerca
StartUp dell’Anno, giunta alla terza edizione, consiste in un concorso tra le migliori aziende nate nell’ambito della ricerca pubblica che abbiano compiuto la fase di start-up e prevede l’attribuzione di un premio del valore di 10.000 € a quella che ha conseguito le migliori performance tecniche e di sviluppo, a giudizio di una giuria composta da operatori di fondi internazionali ed imprenditori, selezionati da PNICube.

Ecco l’elenco delle aziende finaliste individuate dalla Giuria e presentate lo scorso 8 maggio a Padova:

ACTUA:
www.actuatech.eu
Settore di attività: ICT, E-business, Biotech, meccanica, servizi, altro
Contatto: Stefano Carabelli, stefano.carabelli@polito.it

Actua punta a diventare una holding company per lo sviluppo delle tecnologie sull’efficienza energetica, trasformando tecnologie di nicchia in prodotti. Actua ha attualmente 10 dipendenti e raggiungerà nel 2009 1 M€ di fatturato.

BIOTRACK:
www.biotrack.it
Settore di attività: Biotech
Contatto: Elisa Filippi, info@biotrack.it

Biotrack è nato come spin-off dell’Università degli Studi di Milano nel 2005 dall’intuizione del Prof. Francesco Salamini, emerito scienziato di fama internazionale, e vede la partecipazione di 8 soci: Università di Milano, 4 professori universitari, Parco Tecnologico Padano, Biolab SpA, Biodiversity SpA. L’azienda si avvale di 5 collaboratori a tempo pieno. L’attività di Biotrack ha il suo core business nello sviluppo di progetti di ricerca di proteomica e di trasferimento tecnologico: grazie alle potenzialità tecniche e alle competenze analitiche, l’impresa è in grado di offrire alle aziende del settore agroalimentare e da poco, a quello farmaceutico, studi di proteomica, consulenza scientifica e tecnologica. Biotrack sviluppa soluzioni innovative ad approccio molecolare per lo studio delle proteine attraverso il frazionamento, il profiling e la biomarker discovery grazie ad una piattaforma di proteomica integrata (HPLC-SELDI ToF). Il potenziale mercato di Biotrack e’ rappresentato da 373 aziende con un fatturato complessivo di 53,4 Miliardi di € e medio per azienda di 143 Milioni di €.

DELTA R&S:
www.deltars.it
Settore di attività: Bio-meccanica, ergonomia, sicurezza nello sport, meccatronica, robotica
Contatto: Flavio Merigo, f.merigo@deltars.it

Delta R&S si propone di fornire alle imprese servizi di ricerca e sviluppo relativi a prodotti, processi, apparecchiature e macchinari che consentano alle imprese stesse di migliorare la loro competitività e di innovare il loro sistema aziendale. Delta R&S intende mettere a disposizione delle aziende le migliori competenze (recepite nel campo accademico, della libera professione e di altri centri di ricerca) e organizzarle secondo uno specifico piano di lavoro per ottenere risultati concreti ed applicabili. La società propone al mercato i suoi digitalizzatori (Foot-o-graph, Bust-o-graph), le sue protezioni, i suoi servizi sia al mercato italiano che a quello europeo.  I punti di forza dei nostri prodotti sono costituiti da un’elevata attenzione al cliente (tempi di ripresa brevi, economicità delle protezioni, servizi offerti senza alcun tipo di impatto psicologico o fisico critici) e prezzi estremamente competitivi. Attualmente sono in corso intense attività di marketing per aprire nuovi sbocchi nei mercati del sud est asiatico (Pakistan, Bangladesh, India). Delta R&S occupa un totale di 15 dipendenti e prevede per il 2009 un fatturato di oltre 2 milioni di euro.

ELECTRO POWER SYSTEMS:
www.electrops.it
Settore di attività: Cleantech
Contatto: Emilio Paolucci, emilio.paolucci@electrops.it

Nata nel 2005 e vincitrice quello stesso anno del PNI, Electro Power Systems è diventata in soli 4 anni leader nel settore dei sistemi a fuel cell per il backup energetico, un mercato mondiale da 7,8 miliardi di dollari già oggi.  Sede a Torino, una fabbrica nuova ad Aosta, 32 addetti, ha clienti in Italia, Europa e a breve America. E’ l’unica azienda europea del settore con prodotto certificato CE e l’unica italiana tra le Cleantech Top100 di Library House e The Guardian. L’azionariato è diviso tra fondatori e top management, investitori istituzionali e soci industriali.  Dopo tre anni di R&D e fieldtests il 2009 è l’anno della svolta industriale: nuova famiglia di prodotti, previsioni di fatturato quintuplicato, avvio delle operations in America. Obiettivo Asia per il 2010.

EVS:
www.evsys.net
Settore di attività: ICT, elettronica
Contatto: Vittorio Murino, vittorio.murino@evsys.net

L’azienda si occupa di progettazione di sistemi di visione su architetture (hardware) embedded rivolti a diversi campi d’applicazione come l’automazione industriale, automotive, la sicurezza e il monitoraggio e la nautica. eVS è specializzata in soluzioni modulari, leggere, compatte e di elevata potenza di calcolo rivolte ad ambienti dove sono necessarie robustezza ed alte prestazioni (FPGA, Field Programmable Gate Array e DSP, Digital Signal Processor). EVS è il primo spin-off dell’Università di Verona e ha ricevuto un finanziamento dal Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca (MIUR) per un progetto di ricerca. Il fatturato atteso per l’anno 2009 è di quasi 300.000 euro.

FLUIDMESH:
www.fluidmesh.com
Settore di attività: ICT
Contatti: Torquato Bertani, torquato.bertani@fluidmesh.com

Fluidmesh è il leader nello sviluppo di prodotti  wireless per applicazioni critiche, di sicurezza ed industriali. Le soluzioni progettate dall’azienda sono tutte caratterizzate da un incomparabile livello di affidabilità, flessibilità e facilità di utilizzo. L’azienda è focalizzata sullo sviluppo di prodotti wireless per la sicurezza, la videosorveglianza e la trasmissione di dati in grandi aree a rischio. Ogni Fluidmesh non solo trasmette i flussi video delle telecamere direttamente collegate ad esso, ma allo stesso tempo agisce da ponte radio e router “intelligente”, in grado di inoltrare attraverso il percorso ottimale i pacchetti dati ricevuti  da altri apparecchi Fluidmesh.  Mercati di riferimento per Fluidmesh Networks sono le pubbliche amministrazioni, le grandi industrie, i porti turistici e commerciali e le grandi aree turistiche e sportive quali resort, parchi del divertimento e autodromi. Fluidmesh opera principalmente in USA, Canada, America latina, Italia, Francia, Spagna, UK, Medio Oriente e Australia.
Il fatturato previsto per il 2009 supera i 900 mila euro.

GARRISONPOP:
www.garrisonpop.com
Settore di attività: ICT, servizi
Contatti. Paolo Sasso, paolo.sasso@garrisonpop.com

Garrisonpop è una società di servizi rivolti a produttori e distributori di beni di largo consumo. L’obiettivo centrale delle attività di Garrisonpop è dotare i mercati di strumenti innovativi per supplire alle aree di incertezza delle filiere di produzione, distribuzione e marketing.  Il prodotto principale Teleshelf è una piattaforma che automatizza il processo di lettura delle giacenze e delle rotazioni sullo scaffale dei supermercati tramite sensori elettronici (peso, RFID, microswitch, ecc) che immagazzinano il dato e lo trasmettono attraverso un modem GSM o un router WIFI. L’applicazione principale per la sales force automation funziona via SMS.  Teleshelf è venduto come servizio, ovvero viene chiesto un canone di abbonamento mensile per la lettura dei dati tramite il software della società o accedendo al portale della Garrisonpop. Per evitare copie o aggressioni da parte di chi è forte nel mercato dei sistemi per GD o rilevazioni di spazi di mercato, sono stati stretti accordi con i Leader del settore. Lo sviluppo del fatturato con incremento di circa il 100% annuo è costante e confermato dall’andamento dei primi mesi 2009, con una aspettativa di circa 600 mila euro.

KHAMSA:
www.khamsa.net
Settore di attività: ICT
Contatto: Federico Moro, fm@khamsa.net

KHAMSA è un gruppo societario di due società, entrambe start-up fondate nel 2005 dai medesimi fondatori e vincitrici di bandi di innovazione e incubazione (Start-Cup Lombardia e CPStartup Canton Ticino, Svizzera). Operante nel settore dell’Information e Communication Security, KHAMSA offre al mercato dei professionisti e piccole-medie imprese strumenti di comunicazione confidenziale (posta elettronica e telefonia mobile criptate). Attualmente si avvale di 20 collaboratori, fra dipendenti, consulenti ed outsourcers, con uffici in Lugano e Milano. Dopo un investimento di Venture Capital (2008) il gruppo è controllato al 66% dai fondatori e al 34% dai soci di capitale di rischio. Il fatturato atteso per il 2009 è di oltre 700 mila euro.

LACHESI:
www.lachesi.com
Settore di attività: Monitoraggio, Ambiente, ICT
Contatto: Domenico Lopreiato, domenico.lopreiato@lachesi.com

LACHESI è una società che sviluppa e commercializza prodotti destinati al monitoraggio delle strutture architettoniche (controllo delle condizioni di esercizio e di sicurezza di ponti, gallerie, dighe e strutture marine) soprattutto in rapporto alle interazioni tra le stesse strutture e l’ambiente in condizioni straordinarie, per esempio in relazione alle alluvioni o a sismi. I prodotti di LACHESI sono indirizzati verso due settori applicativi: le strutture architettoniche moderne e le opere di elevato interesse artistico e storico. Il settore in cui opera LACHESI è dunque rappresentato dalla Civil Engineering, dalla Geotechnical Engineering e dall’Oil and Gas Engineering.  Conta su un team composto da 5 dipendenti ed ha come soci il fondo Piemontech e il Club degli Investitori, quest’ultimo entrato nella compagine sociale a fine 2008. Le previsioni di fatturato per il 2009 si aggirano sui 400 mila euro.

MINTEOS:
www.minteos.com
Settore di attività: ICT (monitoraggio ambientale)
Contatto: Maurizio Savioli, savioli@minteos.com

Minteos opera nel settore del monitoraggio ambientale tramite tecnologie WSN (Wireless Sensor Network). L’architettura realizzata permette, grazie a sensori sul campo, di monitorare e trasferire alert in tempo reale ed a basso costo su una molteplicità di rischi ambientali. I prodotti principali sono legati all’antincendio, alle esondazioni, alle frane, al controllo della qualità dell’aria nelle città e delle acque, alle emissioni di gas nocivi nell’industria, al monitoraggio delle pipeline ed al settore dei rifiuti.
Le specifiche peculiari del prodotto sono riassumibili in: eliminazione dei falsi allarmi, funzionamento automatico; necessità solo di piccole manutenzioni, scalabilità, multifunzionalità.
I settori di destinazione sono rappresentati dalla Pubblica Amministrazione, Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Il mercato di destinazione è costituito inizialmente dall’Europa (Italia e Grecia su tutti) e abbraccerà a seguire USA e Australia.
Ha sede in Torino e opera con 15 persone; la struttura societaria è composta da 4 soci di cui uno è un Business angel.
Fatturato 2009 previsto: 1 milione e mezzo di euro.

WAYMEDIA:
www.waymedia.it
Settore di attività: ICT
Contatto: Francesco Baschieri, francesco.baschieri@waymedia.it

Waymedia realizza sistemi che permettono di realizzare nuovi canali di comunicazione interattiva di prossimità, utilizzando come media il telefono cellulare dei consumatori e sfruttando sistemi di trasmissione wireless a corto raggio (come Bluetooth e NFC) per veicolare contenuti multimediali come ad esempio filmati, musica giochi e informazioni in modo gratuito e a banda larga. Operano attraverso distributori (per la rivendita dei prodotti), system integrator (per l’inserimento delle tecnologie in progetti di comunicazione/servizio al pubblico più complessi) oppure si rivolgono ad agenzie marketing e concessionarie pubblicitarie per la realizzazione di operazioni di Marketing di prossimità.
Waymedia oggi impiega 13 dipendenti su due sedi: Bologna (Headquarter e R&D) e Madrid (Commerciale per Spagna e America Latina).
La previsione per  il 2009 è di superare il milione di fatturato.

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La vincitrice dell’edizione 2009 della StartUp dell’Anno è l’azienda Electro Power Systems di Torino, attiva nel settore dei sistemi a celle a combustibile per la produzione di idrogeno. Il premio è stato consegnato da Barbara Simionati di BMR Genomics, la StartUp dell’Anno 2008.

Nata nell’incubatore I3P di Torino. Fondata nel 2005 e vincitrice quello stesso anno del Premio Nazionale Innovazione, Electro Power Systems è diventata in soli 4 anni leader nel settore dei sistemi a fuel cell per il backup energetico, un mercato mondiale che vale già oggi da 7,8 miliardi di dollari. Sede a Torino, una fabbrica nuova ad Aosta, 32 addetti, ha clienti in Italia, Europa e a breve America. Il fondatore e CEO Adriano Marconetto ha dichiarato: “L’idrogeno è una soluzione per molti problemi energetici, ma dev’essere una soluzione completa e alla portata di tutti. La domanda di mercato c’è: noi abbiamo concretizzato l’offerta. Siamo l’unica azienda europea del settore con prodotto certificato CE e l’unica italiana tra le Cleantech Top 100. Dopo tre anni di R&D e field tests, il 2009 per noi è l’anno della svolta industriale: nuova famiglia di prodotti, previsioni di fatturato quintuplicato, avvio delle operations in America. Obiettivo Asia per il 2010.”

Al secondo posto si è classificata l’azienda Waymedia, dell’incubatore Alma Cube di Bologna, che realizza sistemi che permettono di realizzare nuovi canali di comunicazione interattiva di prossimità, utilizzando come media il telefono cellulare dei consumatori e sfruttando sistemi di trasmissione wireless a corto raggio per veicolare contenuti multimediali come ad esempio filmati, musica giochi e informazioni in modo gratuito e a banda larga.

Al terzo posto si è classificata l’azienda Khamsa dell’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, che offre al mercato dei professionisti e piccole-medie imprese strumenti di comunicazione confidenziale (posta elettronica e telefonia mobile criptate).

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Fonte: http://www.pnicube.it

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PADOVA Sostenibile & Responsabile/workshop 12 novembre 2009

PROGETTO 2.0 ICONA

Si terrà giovedì 12 novembre alle 10.30 presso il quartiere fieristico di PadovaFiere, in occasione della 12^ edizione dell’ExpoScuola, il workshop progettuale di presentazione dell’iniziativa ”Il territorio padovano per la Sostenibilità & Responsabilità” promosso da Confservizi Veneto in collaborazione con Camera di Commercio di Padova, Unesco e Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e di cui saranno media e book partner NordestEuropa.it e FrancoAngeli Editore.

Per la prima volta in Italia, un’associazione di categoria dei servizi pubblici locali e un ente camerale si sono uniti per sperimentare nel territorio le potenzialità dei Social Network applicate ai temi della sostenibilità e della responsabilità attraverso il corso di formazione “Imprese 2.0″, avviato lo scorso 21 ottobre. Vi partecipano 7 aziende/organizzazioni padovane - AcegasAps, ETRA, Bacino Padova 2, P.R. Consulting, Gaiares Comunicazione, Cartorange e Associazione Daccapo - in un “gruppo pilota” che si farà promotore di un percorso di sensibilizzazione e diffusione dei concetti e dei valori chiave della Responsabilità Sociale di Territorio attraverso la realizzazione concreta del ”Vocabolario Padova Sostenibile & Responsabile“.

Vocabolario Padova Sostenibile & Responsabile verso il workshop 12 novembre 2009

Il Vocabolario, in distribuzione nel mese di dicembre, verrà presentato nelle sue linee progettuali nel corso del Workshop del prossimo 12 novembre, a cui interverranno, oltre ai componenti del gruppo pilota, Roberto Furlan(Presidente Camera di Commercio Padova) Lamberto Toscani (Presidente Confservizi Veneto), Francesco Tognana (UNESCO – CNI Italia), Nicola Mazzonetto (Direttore Confservizi Veneto), Giampietro Vecchiato (Vicepresidente FERPI), Luca Dalla Libera (Veneto Responsabile). In allegato il programma dell’evento coordinato dal Team manager Vittorio Baroni.

Il progetto rientra a pieno titolo tra le iniziative del Decennale sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS)proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il periodo 2005-2014 e promosso dall’UNESCO al fine di sensibilizzare governi e società civili alla necessità di educare a un futuro più equo ed armonioso e di promuovere etica e business come due aspetti sinergici e integrati nella gestione aziendale. In questa prospettiva sinergica si colloca la sperimentazione di nuovi paradigmi per l’innovazione e l’organizzazione aziendale basati sulla relazione digitalemediante l’utilizzo dei social network, in ottica di condivisione 2.0. A questo proposito, sono già stati attivati un gruppo su Facebook, un blog del progetto e 2 siti blog per le attività del corso di formazione, un canale file Slideshare e un canale video YouTube e, a breve, una piattaforma Ning.

fonte:  sostenibileresponsabile