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Sviluppo Sostenibile e Strategia GLOCAL in ottica multistakeholder con l’Enterprise 2.0

Da qualche anno si sente spesso parlare che è in atto una Rivoluzione a più livelli.

Tra i tanti futorologi lo ha detto  Paul Saffo (amico in facebook e docente di Ingegneria negli USA a Stanford) parlando della rivoluzione digitale con la celebre frase:

“Stiamo vivendo una fase compresa tra due rivoluzioni,

quella della carta, non del tutto trascorsa,

e quella dell’elettronica, non del tutto sviluppata”

Quindi, in un’ottica di interdisciplinarietà che è propria dei sistemi complessi, proponiamo di ragionare su quattro termini in modo coordinato: SVILUPPO SOSTENIBILE, STRATEGIA GLOCAL, MULTISTAKEHOLDER ed ENTERPRISE 2.0.

  • SVILUPPO SOSTENIBILE: Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo della società (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità ovvero sociale e ambientale ecc.) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo stesso, preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L’obiettivo è di mantenere dunque uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi (ecocompatibilità), operante quindi in regime di equilibrio ambientale. In questa importante direzione si muove il DESS, Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che in Italia è stato affidato alla CNI UNESCO dal 2005 fino a tutto il 2014. L’attività del DESS italiano è curata dal Comitato Nazionale e dal Comitato Scientifico DESS sulla base di uno Schema di Implementazione ONU operativo standard a livello Internazionale.
  • STRATEGIA GLOCAL: la cosiddetta neo Strategia Glocal è ispirata dal pensiero contemporaneo di Zygmunt Bauman quando egli parla di GLOCAL, ovvero un termine che deriva da “glocalizzazione” e che nasce dalla fusione di “globale” con “locale”. Nello specifico, la Strategia Glocal pone al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizza il patrimonio locale materiale e immateriale di una Città. Ma essa afferma l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse (ovvero gli stakeholder come si diceva sopra). Essa presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0. La Strategia Glocal tutela, esalta e promuove le caratteristiche di una Città inteso come “prodotto territorio” nella sua relazione con il mercato globale. Ma anche enfatizza il ruolo di una Città nelle relazioni internazionali e promuove la Responsabilità Sociale delle Imprese (detta in sigla RSI o anche CSR, cioè Corporate Social Responsibility). Infatti, tale metodologia è curata principalmente dal Sistema Camerale italiano delle CCIAA, anche allo scopo di dare vita a partnership tra istituzioni pubbliche e private come spiegato ad esempio in Comunicatori Pubblici nell’editoriale di Vittorio Baroni  “Glocal, vivere la città nell’era digitale”.
  • MULTISTAKEHOLDER: Il termine multistakeholder fa riferimento ad un particolare tipo di Cultura Organizzativa (v. approdondimento in www.aiccon.it che pone le basi sul termine stakeholder, per il quale si individuano i soggetti portatori di interessi nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all’azienda o gruppi di interesse locali.
  • ENTERPRISE 2.0: Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione. Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione. In questo senso è importante fare un link zoom sul concetto Web 2.0 che poi sono tutti parte della stessa famiglia di significati circa le importanti innovazione apportate con la rapida diffusione dello strumento digitale Social Network/Rete Sociale.

Google Shopping e Facebook Deals, ovvero le nuove frontiere del commercio elettronico

Se Facebook scommette sui gruppi d’acquisto con Deals,  il re dei motori di ricerca lancia Google Shopping per conquistare spazi nell’Internet economy italiana che vale il 2% del Pil.

Lo scenario di sviluppo del commercio elettronico  è favorito dal web che cresce velocemente come aumenta il suo peso sull’economia italiana. Secondo la recente sul “Fattore Internet” commissionata da Google, le  famiglie che hanno accesso alla rete sono tredici milioni, più della metà del totale: un dato cresciuto quasi del 50% rispetto al 2007. 

Va anche considerato che l’Italia è ai primi posti in Europa nella navigazione tramite telefonini “intelligenti”, gli smartphone, e per numero di utenti dei social network.


Come fare business con i social network? Imperdibile collana del Sole 24 Ore dal 10 febbraio

Dal 10 febbraio 2011 esce un’imperdibile collana del Sole 24 Ore dal titolo «Come fare business con i social network».

Il primo volume è dedicato a Facebook, il social network che, con oltre 16 milioni di italiani e 600 milioni di utenti nel mondo, rappresenta una grande piazza virtuale dove condividere informazioni per cui ogni azienda può trarre benefici dalla relazione con i clienti, potenziali e reali.

Il volume dedicato a Twitter spiega come il linguaggio dei 140 caratteri sia diventato una piattaforma straordinaria per il marketing dell’ascolto e per puntare sul passaparola.

«Personal branding», è invece rivolto a chi vuole puntare sulla rete per rafforzare la propria immagine e il proprio brand e aumentare così le opportunità di business.

Con il volume «E-mail marketing» si impara a realizzare strategie di marketing utilizzando la posta elettronica come canale di comunicazione con i clienti per sviluppare il business.

In «Search engine marketing» vengono svelati i segreti per farsi trovare in modo facile e veloce dai propri clienti attraverso i motori di ricerca.

La collana si chiude con «Web analytics», ovvero ogni azione sul web è misurabile e proprio nell’interpretazione delle statistiche c’è una miniera di opportunità di business

Tutti i volumi saranno in edicola ogni giovedì con Il Sole 24 Ore, a 9,90 € oltre al prezzo del quotidiano.

fonti:

Partecipazione al Concorso per il Master EUTROPIA 2011 “Le Nuove Frontiere del Marketing & della Comunicazione Digitale”

A questo link puoi dare il tuo gradimento “mi piace” in pagina fan facebook (N.B. se non sei già fan di EUTROPIA clicca prima sul “mi piace” pagina e poi un altro “mi poace” sul post di candidatura di Vittorio Baroni).

Descrizione dell’immagine

Due persone, padre e figlio, navigano sul web con il loro notebook WiFi, davanti a loro uno scenario che esprime senso di libertà. Colline sinuose nascondono il mare, sembra di essere in Sardegna, dove ci stanno incantevoli paesaggi, nell’entroterra, a pochi chilometri dalla costa. Il padre seduto su un costone di roccia con il cappellino che lo rende ragazzino. Il figlio sta sopra a una piramide di vecchi hard disk rottamati, da notare la fessura del mitico floppy. Diverse età, diverse generazioni che vivono bene il loro rapporto con le tecnologie a contatto comunque con l’ambiente reale e tangibile. Materiale ed immateriale, solida roccia ed impalpabile WiFi che permette di connettere entrambi all’immenso mare della conoscenza e relazioni web. Il padre sprona il figlio a cercare il suo futuro. L’invito non passa in secondo piano e non cade nemmeno nel vuoto che sta sotto ai loro piedi. Il figlio ci pensa un attimo e manifesta subito un feedback all’invito del padre pensando così di agire al meglio per il proprio futuro. Guarda avanti il figlio, guarda al 2020. E’ una cifra non scelta a caso ed è rappresentata in grafica alternata di numeri e punteggiature due volte il 2.0, cioè il web 2.0 che connette le persone vicine e lontane. Già, l’anno 2020… quali padri e quali figli si siederanno tra 10 anni su quelle stesse rocce? Quali tecnologie saranno rottamate? Quale possibile miglior formazione cercheranno le nuove generazioni nel 2020? Tuttavia, quel paesaggio, reale e tangibile, ci sarà ancora come anche le relazioni interpersonali.

La storia di questa idea

L’idea è nata la sera del 16 dicembre 2010 dopo l’attivazione del contatto con Alessandra Polo su LinkedIn e già amica in facebook. Nella colonna di destra, quella dove c’è scritto “Attività di Alessandra” in LinkedIn, compariva una news che mi ricordò  un post che feci il 14 dicembre nella mia bacheca in facebook . Riguardava il bando di concorso con in palio una borsa di studio a copertura totale delle spese per accedere alla 2^ edizione del Master “Le Nuove Frontiere del Marketing & della Comunicazione Digitale”. Ricordo che cliccai il “mi piace” sul post di Luca Conti. Lo avevo visto scorrere nella bacheca generale di facebook. Feci anche un secondo clic sul “condividi” e aggiunsi il link all’evento di Eutropia pubblicato in www.facebook.com/Eutropia.ca. Lì per lì, in quei giorni appunto, pensavo che l’informazione del concorso potesse interessare a qualche amico o amica del mio network in facebook. Poi, dopo LinkedIn, la cosa mi ha incuriosito, ci ho fatto un pensierino e ho letto tutto il bando. Ma sì partecipo, ho detto tra me e me. E così, quasi per gioco,  ho ricavato qualche oretta del mio tempo libero per ideare innazittutto il concept di quello che volevo comunicare. Poi son passato alla fusione di due diverse immagini (fonte: “Google immagini” con query “notebook social” e “landscape”) e al fotoritocco per farla apparire una sola. Ne è seguita la scrittura del lettering con carattere tipo twitter (creato con il programma free www.twitlogo.com), la produzione dell’immagine, la scrittura di queste spiegazioni e la pubblicazione web. Infine, email di comunicazione come da bando di concorso con segnalazione a info@eutropiasviluppo.it e in facebook… nonché tagging alla “fan page” facebook di EUTROPIA :-)

Vittorio Baroni - Venezia


Bologna promuove Incredibol! Progetto per sostenere professioni creative, progetti start-up, sviluppo e innovazione

Incredibol! è:

  • indagine sul panorama dei progetti innovativi in Emilia-Romagna attraverso un bando per i nuovi artefici della creatività all’inizio della professione;
  • offerta di un kit di strumenti a supporto dei progetti innovativi: spazi gratuiti, contributi e strumenti per la crescita del settore economico più importante del futuro;
  • rete di partner formata da enti pubblici e privati, già attivi sul territorio cittadino e regionale con servizi di diverso tipo a favore dei giovani creativi che vogliono fare delle proprie idee una professione.
  • realizzato con il contributo di ANCI e Ministero della Gioventù e con la collaborazione di BAM – Bologna Art Managers, Governo Italiano (Ministro della Gioventù), Comune di Bologna (Area Cultura)

Informazioni e contatti:

Progetto Incredibol! – L’Innovazione Creativa di Bologna
Comune di Bologna, Area Cultura
via Oberdan 24, 40126 Bologna

www.incredibol.net
incredibol@comune.bologna.it
tel ++39 0512194661 | 4638 | 4663

il progetto e anche su:
facebook

INNOVAZIONE DIGITALE “Manifesto per l’Open Government” e “Social Inbox” Facebook

Due importanti novità stanno vivacizzando il mondo della partecipazione digitale sull’onda innovativa italiana e americana.

La pubblicazione del “Manifesto per l’Open Government” e le modifiche apportate con il “Social Inbox”dal re dei Social network, ovvero facebook.

Intanto che le varie comunità territoriali e tematiche sparse in giro per l’Italia e l’Europa commentano con interesse a questa veloce fase di trasformazione della partecipazione digitale con i Social network, ecco che ci vengono utili due preziosi contributi:
  • Il primo è di oggi a cura di Giovanni Calia con riflessioni sul concetto che “il medium non è il messaggio”. Calia propone un interessantissimo approfondimento sulla “king news” della settimana, ovvero la “Social Inbox di Facebook“. Infatti, sua maestà dei Social network ha  “lanciato il suo nuovo concetto di comunicazione one-to-one, destrutturando il mondo della comunicazione moderna, disegnando un’era di comunicazione sempre più transmediale, destinata a cambiare le sorti della comunicazione tra persone, destinata quindi a cambiare la società prossima ventura”;
  • Il secondo importante contributo riguarda la pubblicazione finale del Manifesto per l’Open Government. I promotori di questa orginale iniziativa potrebbe essere letta in combinazione con quella di Innovatori relativa alla “Carta Etica Digitale” per la quale c’è stata la consultazione pubblica a Venezia il 25 ottobre 2009 in occasione del 1^ VeneziaCamp 2009. Insomma, i promotori del nuovo Manifesto, partono dalla considerazione che tutti noi siamo impegnati quotidianamente, con diverse modalità e professionalità, a promuovere l’innovazione all’interno del Paese e in particolar modo della Pubblica Amministrazione in tutte le le sue dimensioni centrali e territoriali. Ciò viene fatto con enorme passione e professionalità ma, spesso, anche con la grande frustrazione generata da una politica spesso distratta e poco sensibile ai temi dell’innovazione. In molti Paesi si stanno sperimentando sistemi di Open Government, ma l’Italia è restia ad abbracciare questa nuova dottrina e tende a restare impantanata nelle patologie istituzionali tipiche dei modelli organizzativi tradizionali che acuiscono la distanza con i cittadini. Qui sotto i contenuti del Manifesto.
Manifesto per l’Open Government 

  1. Governare con le persone – La partecipazione attiva è un diritto e un dovere di ogni cittadino. L’Open Government si propone di creare le condizioni organizzative, culturali e politiche affinché questo venga esercitato con pari opportunità per tutti.
  2. Governare con la rete – La Pubblica Amministrazione deve far riferimento a un nuovo modello organizzativo che abbandoni la logica burocratica verticale di gestione dei servizi pubblici a favore di una logica orizzontale, in grado di coinvolgere i diversi attori pubblici, privati e del non profit, nel raggiungimento di un obiettivo comune. Tale obiettivo può essere perseguito attraverso un efficace uso della Rete.
  3. Creare un nuovo modello di trasparenza – L’Amministrazione deve agire in modo da garantire sempre la più completa trasparenza dell’attività di governo e la pubblicità di tutto ciò che è relativo al settore pubblico. Fornire ai cittadini tutte le informazioni sull’operato dell’Amministrazione è indispensabile per realizzare un controllo diffuso sulle attività di governo e sulla gestione della cosa pubblica.
  4. Trattare l’informazione come infrastruttura – I dati delle Pubbliche Amministrazioni devono essere accessibili a tutti sul Web in formato aperto, gratuitamente ove possibile, e – in ogni caso – con licenze idonee a consentire la più ampia e libera utilizzazione. La disponibilità di dati aperti è, di fatto, l’infrastruttura digitale sulla quale sviluppare l’economia immateriale. Le Pubbliche Amministrazioni, liberando i dati che gestiscono per conto di cittadini e imprese, possono favorire lo sviluppo di soluzioni da parte di soggetti terzi e contribuire in modo strategico, allo sviluppo economico dei territori dalle stesse amministrati.
  5. Liberare i dati pubblici per lo sviluppo economico del terzo millennio – Le Pubbliche Amministrazioni devono concentrarsi sulla produzione, classificazione e pubblicazione di dati e informazioni grezzi e disaggregati, lasciando, salvo eccezioni espressamente previste dalla legge, all’iniziativa privata lo sviluppo di applicazioni ed interfacce per la loro rielaborazione, consultazione e fruizione. Un orientamento della Pubblica Amministrazione verso l’Open Data offre nuove opportunità a chi investe nella Rete, incentivando la crescita di nuovi distretti dell’economia immateriale che rappresenterebbero un nuovo modello di produzione da affiancare a quello tradizionale oggi in crisi e, troppo spesso, sostenuto dagli aiuti di stato.
  6. Informare, coinvolgere, partecipare per valorizzare l’intelligenza collettiva – La rete moltiplica il potenziale delle intelligenze coinvolte e aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa. Le dinamiche organizzative ed i procedimenti della Pubblica Amministrazione vanno ripensati per  migliorare la qualità dei processi di informazione,  facilitare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini, diffondere la cultura dell’Open Governement anche attraverso i social media e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
  7. Educare alla Partecipazione – Lo  Pubblica Amministrazione promuove la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione  della cosa pubblica anche attraverso il ricorso alle tecnologie dell’informazione, eliminando ogni discriminazione culturale, sociale, economica, infrastrutturale o geografica ed educando alla partecipazione come diritto e dovere civico di ogni cittadino.
  8. Promuovere l’accesso alla Rete – La tecnologia, ed in particolare internet e gli strumenti di accesso alla Rete, sono elementi abilitanti ai processi di partecipazione. Per questo motivo è dovere dello Stato consentire a tutti i cittadini di accedervi e promuoverne la cultura d’uso.
  9. Costruire la fiducia e aumentare la credibilità della PA – La conoscenza e la partecipazione ai processi decisionali sono strumenti di costruzione della fiducia in un rapporto tra pari che coinvolge Amministrazione e Cittadini rendendo inutili gli attuali livelli di mediazione. L’appartenenza agli stessi ecosistemi (digitali e non), la pratica delle stesse dinamiche sociali e servizi efficaci costruiti intorno al cittadino e alle sue esigenze aiutano ad accrescere la fiducia, la credibilità dell’Amministrazione e la condivisione degli obiettivi.
  10. Promuovere l’Innovazione permanente nella Pubblica Amministrazione – La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando l’utente al centro del sistema e mantenendo aperta la possibilità di far evolvere i sistemi. Una innovazione permanente per garantire una revisione continua, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.

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Fonti:

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qualcosa su facebook

Il blog “qualcosa su facebook” è nato ispirato grazie alla lettura di un Saggio di Maria Maddalena Mapelli (pubblicato sul n. 347 della rivista Aut Aut, “Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi”, luglio-settembre 2010). Ecco i primi contenuti:

Maria Maddalena Mapelli, filosofa, si occupa di Rinascimento, virtuale e formazione e coordina il blog Ibridamenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Newsletter aziendali e la FIAT con il caso “eco: DriveGP”

Quasi tutte le aziende, più o meno grandi che siano, comunicano con il loro mercato di riferimento. Anche con i propri pubblici interni ed esterni con relazioni in ottica stakeholder (o multistakeholder)*

Come possiamo leggere dalla  più consultata e autorevole enciclopedia libera qual’è Wikipedia, per newsletter si intende un notiziario scritto o per immagini diffuso periodicamente per posta elettronica. Oggi è prevalentemente in formato HTML, che permette di gestire anche immagini.

Ma le newsletter sono spesso invasive e talvolta invadono le caselle di posta elettronica in modo spropositato. Parecchi operatori e privati manifestano fastidio di tale invasività e fanno clic su rimuovi uscrizione per annullare l’iscrizione alla ricezione (autorizzata ai sensi del D.Lgs 196/2003 detto anche “Codice Privacy”).

Le segnalazioni degli utenti infastiditi o quelle degli studi legali arrivano al Garante Privacy il quale esegue spesso richiami, esprime pareri oppure può anche attivare autonome procedure con procedimenti legali.

Tra i vari operatori di servizi newsletter sul mercato, come il Gruppo SEAT Pagine Gialle (giusto per fare un esempio con le sue controllate Kompass e Consodata) è importante scegliere tra quelli che hanno un CODICE ETICO e soprattutto dichiarino pubblicamente quanto previsto dalla legislazione italiane ed europea. Nel senso che è preferibile scegliere la fornitura di servizi da società affidabili perchè certificate e con chiare regole legali comunicate all’atto dell’invio e nel testo stesso della newsletter.

Nel panorama dei servizi newsletter è preferibile anche scegliere chi opera con formati HTML oerchè, come dice ancora Wikipedia il formato testuale permette l’adattamento visuale con strumenti diversi dal personal computer, dotati di monitor più piccoli e di software incapace di interpretare l’HTML in maniera corretta, ovvero strumenti che via via vanno diventando di uso comune e pian piano vengono forniti di software sempre più capaci di leggere lo standard HTML.

L’oggetto della newsletter può spaziare dall’informazione all’intrattenimento, anche se diversi portali e provider spesso usano questo canale in modo invadente e con fini prettamente pubblicitari, che si collocano fra il mailing e lo spam vero e proprio. La frequenza di invio è varia, può essere giornaliera o mensile-saltuaria. La ricezione in genere è gratuita, anche se talune newsletter divulgative, che trattano argomenti di nicchia, possono essere a pagamento, ma se ne incontrano ben poche.

Le newsletter devono sottostare alla normativa relativa a privacy e vita privata, della quale si occupa il Garante Privacy che afferma come sia vietato inviare messaggi informativi o pubblicitari non sollecitati. La newsletter è caratterizzata da un singolo utente o un gruppo editoriale che invia messaggi unilateralmente verso la massa di iscritti, mentre questi ultimi possono inviare messaggi email al solo mittente originario e non anche a tutta la massa o a qualcuno degli iscritti, che restano vicendevolmente anonimi.

Quest’ultimo aspetto segna la differenza sostanziale fra newsletter e mailing list. Stante che in quest’ultima ogni iscritto può inviare messaggi all’intera massa di iscritti, creando discussioni di sorta, private o pubbliche. Come mezzi analoghi alla newsletter c’è la E-zine, ma anche la Webzine e il Giornale on-line.

Per capire cosa significa fare una buona newsletter, vediamo un attimo anche un’interessante caso che aprirebbe una riflessione sulla qualità dei contenuti newsletter (di questo ne parleremo una prossima volta).

La newsletter di FIAT con il caso  “eco: DriveGP” propone una comunicazione semplice-

In grande evidenza c’è questa unica e accattivante immagine stile vignetta (nel sito il lik è a “Bimbiambiente”):

FIAT invita a partecipa e offre la possibilità di vincere la partecipazione al Motor Show.

Il testo della newsletter è essenziale, asciutto in poche righe e dice:

“Allaccia la cintura, controlla gli specchietti e metti alla prova le tua abilità di guida con eco:DriveGP. Dal 28 ottobre al 22 novembre non perderti la grande sfida che ti premia con il Motor Show di Bologna. Partecipare è semplice come usare eco:Drive: guida nel modo più efficiente possibile per scalare la classifica e diventare il miglior eco:Driver in Italia. Così potrai sfidare i campioni degli altri paesi europei a Bologna”.

Ci sono anche due link e un collegamento al “the king of network” dei social network occidentali, ovvero facebook:

Scopri tutto di eco:DriveGP
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Nelle informazioni legali FIAT scrive correttamente: “Ricevi questa newsletter in quanto iscritto ai siti Fiat. Se non desideri piu’ ricevere la newsletter, clicca qui. Questa e-mail e’ generata automaticamente, non rispondere al mittente, ma collegati al sito www.fiat.it e clicca sulla sezione Contattaci.

Per ultimo, ma ne parleremo ancora prossimamente, ci sono altri interessanti casi. La newsletter di Facebook è senza immagini e fa riferimento alle iniziative marketing di “Facebook Ads”.  Le newsletter di Google sono altrettanto interessanti poichè c’è una “Comunità Google” che ci lavora e qui si può leggere un esempio della “qualità relazionale 2.0″ con utenti esterni alla “Comunità Google”.

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* stakeholder o multistakeholder

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Fonti:

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Googled il romanzo del 70 enne Ken Auletta diventa un film sul fenomeno Google

La notizia è uscita giovedì scorso in esclusiva su screenweek e sta rimbalzando in ogni parte del pianeta: presto uscirà un film su Google.

I diritti di ”Googled”, il romanzo scritto dal quasi 70 enne Ken Auletta, sono passati alla Groundswell Prods (carino il loro sito, ma nella sezione “press” non hanno ancora dato la news) e il produttore Michael London viaggerà in tandem con il collega John Morris.

E dopo il film di David Fincher su Facebook Social Network, anche la più importante azienda della new economy (Google fattura 20 miliardi di dollari in pubblicità e a giugno 2010 i suoi servizi sono stati usati dal 75% degli Internauti mondiali, pari a 944 milioni di persone) si appresta agli onori del grande schermo.

Con il sogno (e la mission) di Organizzare le informazioni di tutto il mondo nel 2010 Google ha lanciato la sfida al libro elettronico con Google Editions e avviato prove di accordo con Facebook confermando particolare attenzione verso i social network.

Per capire dove sta andando Google, Studio Baroni propone la lettura del libro Pianeta Google” di Randall Stross, edito lo scorso anno da Sperling & Kupfer e suggerisce di dare un’occhiata a “Google Zeitgeist” e al nuovo servizio chiamato “Google goggles“.

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P.S.

A proposito di Google, c’è una notizia interessante pubblicata nelle ultime righe in questo articolo del Corriere della Sera. Si parla di un accordo tra Google e Verizon (il documento originale è stato pubblicato da Google il 9 agosto 2010). Se l’operazione verrà accettata dal Congresso degli Stati Uniti e dalla Commissione Federale delle Comunicazioni l’accordo potrebbe trasformare l’internet libero e gratuito in una piattaforma chiusa simile alla televisione via cavo.

Verizon Communications è un fornitore di banda larga americano e di telecomunicazioni. Con il Gruppo Vodafone ha fondato Verizon Wireless che si basa esclusivamente sul mercato dei clienti senza fili. E proprio con Verizon, dal novembre 2009, Google distribuisce i cellulari con il suo sistema operativo Android (i più venduti al momento negli Usa).

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Creative Commons License studio baroniArticolo è pubblicato con Licenza Creative Commons. Come fonte citare questo testo e link: Studio Baroni.


Il marketing artistico si orienta al web 2.0 nel segno della riproduzione d’autore

L’interessante mercato della riproduzione d’autore ha un blog di riferimento e si chiama Arte 2.0 – Marketing artistico & Riproduzioni.

Nato nel maggio 2010 da un’idea di Jean-Gérard Anfossi, manager del sito Copia-di-Arte.com (100.000 clienti in 10 anni),  il blog recensisce le migliori tecniche adoperate dagli artisti contemporanei per referenziarsi, farsi conoscere e vendere sul web. Si propone anche come fonte d’informazioni, punto di ritrovo e di riferimento per tutti gli artisti desiderosi di sviluppare al meglio la loro promozione online.

Arte 2.0 perché mette in rete gallerie aperte alla partecipazione come Art Gallery CaffèSmartarea e sfrutta le opportunità offerte dai social network e canali open source (facebook, YouTube, twitter, Flickr, Dailymotion), ma anche le piattaforme e-commerce (eBay, VirtueMart, Magento).

Il blog non parla solo di riproduzioni artistiche, ma fornisce consigli utili tipo i 5 grandi errori da evitare sui siti di artisti contemporanei“,  propone interviste ad artisti avvezzi alle tecniche di promozione interattive che accettano di condividere la loro esperienza, presenta rassegne stampa di blog italiani e stranieri che trattano di marketing artistico.

Laurence Defabri, la 25enne Community Manager, spiega che  “aprirci al marketing artistico in ottica web 2.0 è stato una tappa naturale della nostra specializzazione in fabbricazione e vendita online di riproduzione quadri su misura. Con il nuovo blog, dedicato alla comunicazione e alla pubblicità nell’era delle nuove tecnologie, vogliamo proporre agli artisti varie forme di collaborazione, ad esempio, inserire le loro riproduzioni nel nostro catalogo”.

Laurence considera creative commons come valido strumento per tutte le piattaforme di scambio di informazioni tipo Wikipedia, perché con un controllo minimo della fonte si può ottenere una considerabile quantità di dati, senza tralasciarne la qualità. Noi desideriamo condividere  le differenti esperienze sperimentate dagli artisti che utilizzano il web 2.0 per farsi conoscere e promuovere le loro opere allo scopo di divenire una piattaforma e, al tempo stesso”.

Sotto il profilo dell’attività commerciale, in merito alle riproduzioni proposte sul web, i promotori di Arte 2.0 si attengono a specifiche direttive. Ad esempio, con gli artisti contemporanei sono vincolati a un contratto di utilizzazione dei diritti di immagine. Con le opere degli artisti morti da più da 50 anni viene condotta una trattativa con le agenzie che forniscono le diapositive, ma si è “liberi” dalle limitazioni previste dai diritti d’autore, che non appartengono più alla famiglia.

“Entro la fine dell’anno - annuncia Laurence Defabri - lanceremo due innovative linee editoriali 2.0 con nuovi blog – in piattaforma WordPress – sui temi arte e decorazione in quattro  lingue: italiano, francese, inglese e spagnolo”.

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