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Sviluppo Sostenibile e Strategia GLOCAL in ottica multistakeholder con l’Enterprise 2.0

Da qualche anno si sente spesso parlare che è in atto una Rivoluzione a più livelli.

Tra i tanti futorologi lo ha detto  Paul Saffo (amico in facebook e docente di Ingegneria negli USA a Stanford) parlando della rivoluzione digitale con la celebre frase:

“Stiamo vivendo una fase compresa tra due rivoluzioni,

quella della carta, non del tutto trascorsa,

e quella dell’elettronica, non del tutto sviluppata”

Quindi, in un’ottica di interdisciplinarietà che è propria dei sistemi complessi, proponiamo di ragionare su quattro termini in modo coordinato: SVILUPPO SOSTENIBILE, STRATEGIA GLOCAL, MULTISTAKEHOLDER ed ENTERPRISE 2.0.

  • SVILUPPO SOSTENIBILE: Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo della società (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità ovvero sociale e ambientale ecc.) che non compromette la possibilità delle future generazioni di perdurare nello sviluppo stesso, preservando la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali (che sono esauribili, mentre le risorse sono considerabili come inesauribili). L’obiettivo è di mantenere dunque uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi (ecocompatibilità), operante quindi in regime di equilibrio ambientale. In questa importante direzione si muove il DESS, Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che in Italia è stato affidato alla CNI UNESCO dal 2005 fino a tutto il 2014. L’attività del DESS italiano è curata dal Comitato Nazionale e dal Comitato Scientifico DESS sulla base di uno Schema di Implementazione ONU operativo standard a livello Internazionale.
  • STRATEGIA GLOCAL: la cosiddetta neo Strategia Glocal è ispirata dal pensiero contemporaneo di Zygmunt Bauman quando egli parla di GLOCAL, ovvero un termine che deriva da “glocalizzazione” e che nasce dalla fusione di “globale” con “locale”. Nello specifico, la Strategia Glocal pone al centro le persone che abitano o sostano nel territorio e valorizza il patrimonio locale materiale e immateriale di una Città. Ma essa afferma l’importanza della comunicazione tra le persone e i portatori d’interesse (ovvero gli stakeholder come si diceva sopra). Essa presta particolare attenzione alle nuove tecnologie open source e social network per il web 2.0. La Strategia Glocal tutela, esalta e promuove le caratteristiche di una Città inteso come “prodotto territorio” nella sua relazione con il mercato globale. Ma anche enfatizza il ruolo di una Città nelle relazioni internazionali e promuove la Responsabilità Sociale delle Imprese (detta in sigla RSI o anche CSR, cioè Corporate Social Responsibility). Infatti, tale metodologia è curata principalmente dal Sistema Camerale italiano delle CCIAA, anche allo scopo di dare vita a partnership tra istituzioni pubbliche e private come spiegato ad esempio in Comunicatori Pubblici nell’editoriale di Vittorio Baroni  “Glocal, vivere la città nell’era digitale”.
  • MULTISTAKEHOLDER: Il termine multistakeholder fa riferimento ad un particolare tipo di Cultura Organizzativa (v. approdondimento in www.aiccon.it che pone le basi sul termine stakeholder, per il quale si individuano i soggetti portatori di interessi nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa un’azienda o un progetto. Fanno, ad esempio, parte di questo insieme: i clienti, i fornitori, i finanziatori (banche e azionisti), i collaboratori, ma anche gruppi di interesse esterni, come i residenti di aree limitrofe all’azienda o gruppi di interesse locali.
  • ENTERPRISE 2.0: Il termine Enterprise 2.0 descrive un insieme di approcci organizzativi e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all’organizzazione. Dal punto di vista organizzativo l’Enterprise 2.0 è volto a rispondere alle nuove caratteristiche ed esigenze delle persone ed a stimolare flessibilità, adattabilità ed innovazione. In questo senso è importante fare un link zoom sul concetto Web 2.0 che poi sono tutti parte della stessa famiglia di significati circa le importanti innovazione apportate con la rapida diffusione dello strumento digitale Social Network/Rete Sociale.

Come cambierà la nostra vita tecnologica da oggi al 2015? Ricerca IBM “Next 5 in 5″

Come si trasformerà la nostra vita nei prossimi cinque anni? Secondo una ricerca IBM le identità saranno sempre più digitali, la tecnologia personale perderà il valore di “accessorio” e si innesterà sulle nostre esistenze. Fornirà nuovi servizi agli individui, ma anche energia alle città, recuperata da quella che oggi utilizziamo male.

Lo studio che ci racconta tutto questo si chiama “Next five in five” ed è basato su trend sociali e di mercato, tenendo conto delle potenzialità delle tecnologie emergenti. L’obbiettivo è capire come potrà cambiare il nostro vivere quotidiano, tra nuove risorse e possibilità che terremo in tasca nello smartphone, alla sostenibilità di un futuro sempre più connesso e affamato di energia.

1. Batterie, più piccole e potenti

L’ottimizzazione delle fonti energetiche mobili sarà un aspetto prioritario nei prossimi cinque anni, per soddisfare le richieste di gadget e telefoni sempre più potenti fino a quelle dei veicoli elettrici. Secondo lo studio IBM, le batterie presenti nei dispositivi elettronici saranno più piccole e più leggere, e allo stesso tempo 10 volte più potenti di quanto non siano oggi. Anche il concetto di “ricarica” come lo intendiamo oggi subirà un’evoluzione e probabilmente potremo rifornire la batteria del computer portatile o del cellulare senza “metterlo in carica”, ma utilizzando sistemi di nuova concezione, tra cui il recupero dell’energia in tutte le sue forme. La ricerca scientifica sta mettendo a punto tecnologie di rigenerazione che rivoluzioneranno le batterie di tutti i dispositivi, dalle macchine elettriche ai piccoli elettrodomestici. Ma che cosa succederebbe se si potessero eliminare del tutto le batterie? La ricerca di IBM punta a ridurre il fabbisogno energetico dei dispositivi elettronici: con il tempo potremmo essere in grado di fare a meno delle batterie in alcuni dispositivi come i telefoni cellulari o i lettori digitali. Questi apparecchi potrebbero infatti essere caricati semplicemente attraverso la tecnica con cui si ricaricano da tempo alcuni orologi da polso: con il movimento del braccio. Lo stesso concetto potrebbe essere utilizzato per ricaricare i telefoni cellulari, per esempio: basterebbe agitare e comporre il numero.

2. La salute dell’ambiente monitorata dai telefonini

Chiunque avrà un telefonino avrà anche un sensore di movimento sempre con sé e sempre acceso. Nei prossimi cinque anni, i sensori presenti negli smartphone, nelle automobili, negli oggetti personali, sommati agli indicatori di “status” dei Social network, potranno essere utilizzati per raccogliere dati in tempo reale dello stato dell’ambiente. Il cittadino comune diventerà un “agente di ricerca”, che assieme a milioni di altri produrrà enormi volumi di dati utili per analizzare lo stato dell’ambiente. Secondo IBM, i computer saranno in grado di individuare movimenti sismici, per rendere più semplici gli interventi mirati a salvare vite umane. La stessa azienda americana dispone di tecnologie capaci di analizzare eventi naturali e fenomeni geologici e tsunami. Nel futuro prossimo, si potranno misurare e analizzare perfettamente le zone interessate dagli eventi per fornire aiuto in maniera ottimale.

3. I computer forniranno energia alle città

Le innovazioni dei prossimi cinque anni consentiranno ai computer e ai data center di provvedere alla gestione termica delle zone urbane, riscaldando e raffreddando gli edifici a seconda delle necessità e contribuendo al raggiungimento del fabbisogno energetico nei picchi di temperatura. Secondo ‘Next five in five’ oggi oltre il 50% dell’energia consumata da un data center viene impiegata per il raffreddamento e gran parte si disperde a contatto con l’atmosfera. le tecniche di raffreddamento ad acqua attualmente in sviluppo consentiranno di riutilizzare le risorse per regolare le temperature degli edifici.

4. Viaggi e percorsi urbani personalizzati

Il sogno di ogni automobilista in città è percorrere strade senza traffico, senza singhiozzi nella circolazione e soprattutto senza l’ansia di arrivare in ritardo. Le tecnologia di navigazione satellitare evolverà al punto di prevedere quale sarà il percorso migliore per chi si mette in macchina, fino a definire suggerimenti personalizzati al metro e al minuto, incrociando i flussi di informazione sul traffico e la circolazione. Questo in attesa di automobili in grado di guidarsi da sole, rispettando limiti di velocità, divieti e distanze di sicurezza. A parcheggiarsi in autonomia sono già capaci adesso, ma nel prossimo futuro le macchine saranno davvero molto più “auto” di adesso.

5. Interazione sociale in 3D

Oltre alle innovazioni importanti ma quasi invisibili, non mancheranno novità più scenografiche, e però utilissime. Grazie al progresso della tecnologia 3d, presto potremo interagire con la nostra rete di contatti attraverso degli ologrammi, proiettati in tempo reale dal telefonino. Come e meglio di un film di fantascienza insomma. Dopo cinema e tv, la terza dimensione sta infatti per arrivare negli smartphone nelle fotocamere e le videocamere. Tutti oggetti che a breve saranno non solo in grado di riprodurre immagini in 3d ma anche di catturarle. Per fornire una dimensione virtuale in più alle comunicazioni tra individui, che potrà di fatto supplire quasi completamente all’assenza fisica di una persona in un determinato luogo. Le possibili applicazioni di questa tecnologia sono notevoli, dalle attività quotidiane più banali a quelle più complesse.

Ecco il video prodotto da IBMLabs:

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Fonte: www.comma3.com

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Quanto costa il futuro dell’ambiente? Ce lo spiega a SEGNAVIE Claudia Kemfert intervistata da Antonio Cianciullo. Giovedì 20 gennaio 2011 a Padova

Padova, Centro Congressi Papa Luciani in via Forcellini 170/A

Giovedì 20 gennaio 2011, ore 17:45

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Prenotazione obbligatoria  INFO  >  www.segnavie.itinfo@segnavie.it

SEGNAVIE Claudia Kemfert – Padova 2.12.2010

Claudia Kemfert esperta di sostenibilità ambientale e docente alla Humboldt’s University di Berlino, sarà intervistata da Antonio Cianciullo di Repubblica al Centro Culturale San Gaetano di Padova il 2 dicembre alle ore 17:45.

Ma di cosa parlerà?

Ecco un’anteprima che dovrebbe far alzare le antenne ad aziende e Pubblica Amministrazione orientati ad implementare lo Schema Internazionale DESS Sviluppo Sostenibile* e le recenti norme ISO** sulla Responsabilità Sociale.

Il costo globale del cambiamento climatico segna cifre da capogiro. Per i prossimi 50 anni la stima realizzata nel 2007 dall’Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) dice che stiamo parlando di ben 64 i bilioni di $, ovvero si tratta del 20% del PIL mondiale. Nel 2008 Gazprom prevede che nel 2012 il prezzo del gas salirà alle stelle, fino a raggiungere un picco storico. Dopo la crisi economica, una nuova crisi energetica minaccia il mondo.

E questo evento viene dopo quello dello scorso 15 novembre con l’economista Dambisa Moyo. L’ultimo incontro 2010 del ciclo SEGNAVIE, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, vede il testimone passare ad un’altra ospite femminile d’eccezione. Claudia Kemfert è economista e consulente della Banca Mondiale, delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. E’ tra i massimi esperti europei in materia di energia e sostenibilità ambientale.

Nel corso della sua brillante carriera accademica, la Kemfert si è dedicata ad affrontare la problematica dei costi ambientali, focalizzando le sue riflessioni sugli aspetti economici legati alla protezione dell’ambiente e sulle opportunità offerte dalle energie rinnovabili. I suoi interessi e la sua attività di ricerca sono da sempre concentrati sullo studio e valutazione delle strategie di gestione energetica.

Oggi consumiamo più risorse di quelle che la Terra può offrire senza impoverirsi ed il bilancio è destinato ad aggravarsi pesantemente nel 2030; le tempeste tropicali, il rialzo del livello dei mari, i raccolti distrutti, causeranno notevoli costi economici. Ma – ne è convinta la Kemfert – le energie rinnovabili sono la vera sfida e l’opportunità del futuro: un tema cruciale per il nostro paese, considerando i rischi di black out e le importazioni dell’Italia, che rischia di non raggiungere gli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili fissati per il 2020.

Grazie alle sue ampie conoscenze degli effetti sociali ed economici dei cambiamenti climatici, la Kemfert dimostrerà come sia possibile realizzare sviluppo e profitti sostenibili mettendo in atto politiche economiche nel rispetto dell’ambiente.

Dopo l’incontro di dicembre, “Segnavie” si fermerà per una breve pausa. Le conferenze della Fondazione torneranno nel 2011 con nuovi ospiti e nuovi sentieri da esplorare, per aiutare i “viaggiatori” più attenti e curiosi ad orientarsi in un presente sempre più complesso.

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*v. in Sito UNESCO DESS:

** v. in Notizia FERPi:

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Fonte:

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http://www.presseurop.eu/it/content/article/423361-le-relazioni-pericolose


Oggi è un bel giorno per il NORDEST che guarda lontano… al 2019 :-)

Da Marsiglia in Francia, dopo aver appena incontrato il Servizio Comunicazione dell’“Associazione Marsille-Provence 2013″ (il capoluogo e l’area metropolitana marsigliese sarà Capitale Europea della Cultura tra quasi 3 anni), Studio Baroni ringrazia del lavoro realizzato il network di www.nordesteuropa.it e www.nordest2019.eu e si unisce per l’augurio di buongiorno a tutto il NORDEST!

Oggi infatti, a Venezia, il Comune e la Provincia di Venezia, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano, firmeranno il protocollo d’intesa che pome le basi alla candidatura di “Venezia con il Nordest” a Capitale Europea della Cultura 2019.

1^ dicembre 2010… davvero un bel giorno x il NORDEST

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Fonte:

INNOVAZIONE DIGITALE “Manifesto per l’Open Government” e “Social Inbox” Facebook

Due importanti novità stanno vivacizzando il mondo della partecipazione digitale sull’onda innovativa italiana e americana.

La pubblicazione del “Manifesto per l’Open Government” e le modifiche apportate con il “Social Inbox”dal re dei Social network, ovvero facebook.

Intanto che le varie comunità territoriali e tematiche sparse in giro per l’Italia e l’Europa commentano con interesse a questa veloce fase di trasformazione della partecipazione digitale con i Social network, ecco che ci vengono utili due preziosi contributi:
  • Il primo è di oggi a cura di Giovanni Calia con riflessioni sul concetto che “il medium non è il messaggio”. Calia propone un interessantissimo approfondimento sulla “king news” della settimana, ovvero la “Social Inbox di Facebook“. Infatti, sua maestà dei Social network ha  “lanciato il suo nuovo concetto di comunicazione one-to-one, destrutturando il mondo della comunicazione moderna, disegnando un’era di comunicazione sempre più transmediale, destinata a cambiare le sorti della comunicazione tra persone, destinata quindi a cambiare la società prossima ventura”;
  • Il secondo importante contributo riguarda la pubblicazione finale del Manifesto per l’Open Government. I promotori di questa orginale iniziativa potrebbe essere letta in combinazione con quella di Innovatori relativa alla “Carta Etica Digitale” per la quale c’è stata la consultazione pubblica a Venezia il 25 ottobre 2009 in occasione del 1^ VeneziaCamp 2009. Insomma, i promotori del nuovo Manifesto, partono dalla considerazione che tutti noi siamo impegnati quotidianamente, con diverse modalità e professionalità, a promuovere l’innovazione all’interno del Paese e in particolar modo della Pubblica Amministrazione in tutte le le sue dimensioni centrali e territoriali. Ciò viene fatto con enorme passione e professionalità ma, spesso, anche con la grande frustrazione generata da una politica spesso distratta e poco sensibile ai temi dell’innovazione. In molti Paesi si stanno sperimentando sistemi di Open Government, ma l’Italia è restia ad abbracciare questa nuova dottrina e tende a restare impantanata nelle patologie istituzionali tipiche dei modelli organizzativi tradizionali che acuiscono la distanza con i cittadini. Qui sotto i contenuti del Manifesto.
Manifesto per l’Open Government 

  1. Governare con le persone – La partecipazione attiva è un diritto e un dovere di ogni cittadino. L’Open Government si propone di creare le condizioni organizzative, culturali e politiche affinché questo venga esercitato con pari opportunità per tutti.
  2. Governare con la rete – La Pubblica Amministrazione deve far riferimento a un nuovo modello organizzativo che abbandoni la logica burocratica verticale di gestione dei servizi pubblici a favore di una logica orizzontale, in grado di coinvolgere i diversi attori pubblici, privati e del non profit, nel raggiungimento di un obiettivo comune. Tale obiettivo può essere perseguito attraverso un efficace uso della Rete.
  3. Creare un nuovo modello di trasparenza – L’Amministrazione deve agire in modo da garantire sempre la più completa trasparenza dell’attività di governo e la pubblicità di tutto ciò che è relativo al settore pubblico. Fornire ai cittadini tutte le informazioni sull’operato dell’Amministrazione è indispensabile per realizzare un controllo diffuso sulle attività di governo e sulla gestione della cosa pubblica.
  4. Trattare l’informazione come infrastruttura – I dati delle Pubbliche Amministrazioni devono essere accessibili a tutti sul Web in formato aperto, gratuitamente ove possibile, e – in ogni caso – con licenze idonee a consentire la più ampia e libera utilizzazione. La disponibilità di dati aperti è, di fatto, l’infrastruttura digitale sulla quale sviluppare l’economia immateriale. Le Pubbliche Amministrazioni, liberando i dati che gestiscono per conto di cittadini e imprese, possono favorire lo sviluppo di soluzioni da parte di soggetti terzi e contribuire in modo strategico, allo sviluppo economico dei territori dalle stesse amministrati.
  5. Liberare i dati pubblici per lo sviluppo economico del terzo millennio – Le Pubbliche Amministrazioni devono concentrarsi sulla produzione, classificazione e pubblicazione di dati e informazioni grezzi e disaggregati, lasciando, salvo eccezioni espressamente previste dalla legge, all’iniziativa privata lo sviluppo di applicazioni ed interfacce per la loro rielaborazione, consultazione e fruizione. Un orientamento della Pubblica Amministrazione verso l’Open Data offre nuove opportunità a chi investe nella Rete, incentivando la crescita di nuovi distretti dell’economia immateriale che rappresenterebbero un nuovo modello di produzione da affiancare a quello tradizionale oggi in crisi e, troppo spesso, sostenuto dagli aiuti di stato.
  6. Informare, coinvolgere, partecipare per valorizzare l’intelligenza collettiva – La rete moltiplica il potenziale delle intelligenze coinvolte e aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa. Le dinamiche organizzative ed i procedimenti della Pubblica Amministrazione vanno ripensati per  migliorare la qualità dei processi di informazione,  facilitare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini, diffondere la cultura dell’Open Governement anche attraverso i social media e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
  7. Educare alla Partecipazione – Lo  Pubblica Amministrazione promuove la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione  della cosa pubblica anche attraverso il ricorso alle tecnologie dell’informazione, eliminando ogni discriminazione culturale, sociale, economica, infrastrutturale o geografica ed educando alla partecipazione come diritto e dovere civico di ogni cittadino.
  8. Promuovere l’accesso alla Rete – La tecnologia, ed in particolare internet e gli strumenti di accesso alla Rete, sono elementi abilitanti ai processi di partecipazione. Per questo motivo è dovere dello Stato consentire a tutti i cittadini di accedervi e promuoverne la cultura d’uso.
  9. Costruire la fiducia e aumentare la credibilità della PA – La conoscenza e la partecipazione ai processi decisionali sono strumenti di costruzione della fiducia in un rapporto tra pari che coinvolge Amministrazione e Cittadini rendendo inutili gli attuali livelli di mediazione. L’appartenenza agli stessi ecosistemi (digitali e non), la pratica delle stesse dinamiche sociali e servizi efficaci costruiti intorno al cittadino e alle sue esigenze aiutano ad accrescere la fiducia, la credibilità dell’Amministrazione e la condivisione degli obiettivi.
  10. Promuovere l’Innovazione permanente nella Pubblica Amministrazione – La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando l’utente al centro del sistema e mantenendo aperta la possibilità di far evolvere i sistemi. Una innovazione permanente per garantire una revisione continua, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.

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Fonti:

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INNOVAZIONE DIGITALE – Ecco tre importanti eventi da oggi a fine novembre tra Venezia e Torino

A proposito di innovazione e sviluppo digitale, questo fine mese di novembre si preannuncia davvero scoppiettante :-)

Infatti, tra Venezia e Torino, sono in programma tre eventi di grande importanza per la comunità degli innovatori italiani che operano in ottica europea ed internazionale. Vediamoli ad uno ad uno :

    1. TORINO 27 Novembre 2010, seconda Conferenza Annuale del Centro NEXA su Internet & Società. Momento di discussione, da diversi punti di vista, sul Diritto d’Autore internazionale e il tema della libertà di espressione e di informazione online in Italia. I ricercatori e i fellows del Centro NEXA ne parleranno con esperti, policy makers, professionisti, appassionati e semplici cittadini. L’evento includerà anche CCIT2010, una sessione sullo stato di Creative Commons in Italia, riprendendo la tradizione degli incontri “CCIT”. Sempre in tema Creative Commons, in serata avrà luogo il Creative Commons Music Party. La partecipazione alla conferenza NEXA è gratuita, ma occorre registrarsi entro il 25 Novembre, fino a esaurimento posti disponibili (la registrazione è aperta su nexa2010.eventbrite.com);
    2. VENEZIA – TERRAFERMA/MARGHERA, venerdì 26 Novembre al Parco Tecnologico e Scientifico VEGA di Venezia con il patrocinio di APSTI Associazione Parchi Scientifici Tecnologici Italiani. A proposito di questo evento sulla Banda Larga, Studio Baroni raccoglie e rilancia l’invito di Michele Ficara di non perdersi il convegno  “cosa faresti se avessi 300 mbps” nel quale verranno esplorate le possibilità ed opportunità di business per le aziende innovative che decideranno di utilizzare i 300 mb di connettività messi a loro disposizione dal VEGA. Infatti, è ormai noto che la diffusione della banda larga costituisce un asset fondamentale per lo sviluppo del Paese. Se ne fa un gran parlare e un grande polemizzare, ma il VEGA ha deciso di fare e, in accordo con Fastweb, dal prossimo 1 gennaio 2011  i 300 MB saranno una realtà. Con il termine “video on demand” (“video su richiesta”), in sigla VOD, si intende un servizio interattivo della televisione. Il servizio permette agli utenti di fruire, gratuitamente o a pagamento, di un programma televisivo in qualsiasi momento lo desiderino. Ecco il video invito di Michele Ficara: . In merito alle prospettive sull’Open Source, va ricordato che lo scorso 11 novembre, sempre al VEGA, è intevenuto Bryan Cheung, Presidente di Liferay Inc., società leader mondiale nelle applicazioni Open Source;
    3. VENEZIA venerdì 19 novembre 2010 Università Ca’ Foscari, Aula Baratto (Dorsoduro 3246, Venezia) giornata di studio “Cinema e videogame nella rete: pratiche di contaminazione”. Nell’epoca del digitale, l’identità di un medium si negozia in maniera sempre più significativa attraverso la ripresa di altri media, più vecchi e più giovani: cinema, videogame, televisione, web attivano processi reciproci di incorporazione e rimodellamento di strategie espressive. Studiosi provenienti da ambiti di ricerca diversi (film studies, media studies, game studies, informatica giuridica) si incontreranno per cercare di cartografare un territorio complesso e mutevole, per discutere nuovi strumenti di indagine e di analisi che sappiano rendere conto della complessità senza tradirla, e che ci offrano i mezzi per orientarci in un’epoca che sempre più prepotentemente ci richiede di essere, oltre che spettatori e lettori, attori consapevoli della produzione culturale. Le due iniziative rientrano nella più ampia manifestazione “I play videogame”, che proporrà anche una mostra, una retrospettiva e una sfida live tra campioni internazionali.

    Rapida evoluzione del digitale nello scenario italiano.

    Come spiegano in qui in “TAFTER cultura é sviluppo”, lo scorso 10 novembre è stato sottoscritto un accordo nazionale pubblico-privato per lo sviluppo di reti a banda larga. Emerge che “il  secondo decisivo passo per l’attuazione del piano “Italia digitale”, dopo quello che il Governo sta operando insieme alle Regioni per il superamento del digital divide nel nostro Paese (oltre 2 milioni di italiani già usciti dal digital divide da inizio legislatura e risorse stanziate e cantieri in apertura per fare uscire dal dd altri 1,2 milioni di italiani entro la metà del 2011). L’Italia segna in questo modo un passaggio fondamentale per raggiungere gli obiettivi definiti dall’Agenda Digitale europea, affinché – entro il 2020 – il 50 per cento degli italiani possa abbonarsi a servizi con velocità superiore a 100 Mbps”.

    Cinema e videogame nella rete: pratiche di contaminazione – Venezia 19 e 20 novembre 2010

    fonti:

    locandina

    venerdì 19 novembre 2010 ore 9.30

    Università Ca’ Foscari, Aula Baratto

    Dorsoduro 3246, Venezia

    giornata di studio

    Cinema e videogame nella rete:

    pratiche di contaminazione

     

    tavola rotonda

    sabato 20 novembre 2010 ore 16.00

    Centro Culturale Candiani, Mestre

    Fate il vostro gioco: videogame, letteratura e cinema nella cultura contemporanea

     

    Nell’epoca del digitale, l’identità di un medium si negozia in maniera sempre più significativa attraverso la ripresa di altri media, più vecchi e più giovani: cinema, videogame, televisione, web attivano processi reciproci di incorporazione e rimodellamento di strategie espressive.

    Studiosi provenienti da ambiti di ricerca diversi (film studies, media studies, game studies, informatica giuridica) si incontreranno il 19 e 20 novembre per cercare di cartografare un territorio complesso e mutevole, per discutere nuovi strumenti di indagine e di analisi che sappiano rendere conto della complessità senza tradirla, e che ci offrano i mezzi per orientarci in un’epoca che sempre più prepotentemente ci richiede di essere, oltre che spettatori e lettori, attori consapevoli della produzione culturale. Le due iniziative rientrano nella più ampia manifestazione “I play videogame”, che proporrà anche una mostra, una retrospettiva e una sfida live tra campioni internazionali.

    9.30-13.00

    presiede Fabrizio Borin
    Università Ca’ Foscari Venezia
    introducono:
    • Filippo Maria Carinci Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
    • Giuseppe Barbieri Direttore del Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici “G. Mazzariol”
    • Roberto Ellero Direttore Attività e Produzioni Culturali – Centro Culturale Candiani, Comune di Venezia

     

    intervengono:

     

    • Ruggero Eugeni Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano > Prima persona. L’esperienza della relazione interpersonale tra cinema e videogioco
    • Massimo Melica Studio legale Melica, Scandelin & Partners > Entertainment tra economia, diritto e libertà di espressione
    • Giovanni Ziccardi Università degli Studi di Milano > Hacking artistico tra cinema e videogiochi, nuovo appropriazionismo, circolazione, scambio e riutilizzo delle opere in rete: limiti giuridici e diritti di libertà
    • Federico Zecca Università degli Studi di Udine > Dal movie franchise al (trans)media franchise. Cinema e videogame tra sfruttamento transmediale e traduzione intermediale

    15.00-18.30

    presiede Roberta Novielli

    Università Ca’ Foscari Venezia

     

    intervengono:

     

    • Guglielmo Pescatore Università degli Studi di Bologna > Dal gioco all’uso: machinima e dintorni
    • Mario Gerosa Politecnico di Milano > Cinema nei mondi virtuali e divismo transmediale
    • Domenico Quaranta Accademia di Belle Arti di Brera > Machine Animation. Videogiochi e machinima nell’arte contemporanea
    • Matteo Bittanti California College of the Arts > Il cinema technoludico tra update e refresh. Strategie di incorporazione del videogame nel cinema contemporaneo
    • Cristiano Poian User experience designer e Researcher > Oh… There’s a book/film/game on my pad!
    • Marco Benoît Carbone e Federico Giordano Master in Editoria Bologna e Università di Udine > Mirabilia/Digitabilia: dagli spazi artistici della visione al neon digitale

    ingresso libero


    Segreteria organizzativa:

    Fiocco azzurro oggi in Svizzera: è nato il “treno tunnel” più lungo del mondo. Grazie ai 57 km del “San Gottardo” c’è più network struttuale tra nord e sud Europa

    Dopo 1o anni di gestazione, oggi abbiamo visto rompersi le acque, pardon, il diaframma, del tunnel Erstfeld – Bodio. Sarà pronto nel 2016.

    Il sito alptransit.ch lancia la news scrivendo che a “30 chilometri dal portale sud e a 27 dal portale nord è caduto il primo diaframma principale nel tubo est della galleria di base del San Gottardo: alle 14.30 circa la fresatrice ha perforato gli ultimi metri di roccia avanzando da Faido verso Sedrun”.

     

    Tra le tecnologie utilizzate: fresa meccanica TBM - Fonte: http://forum.milanotrasporti.org

     

    Da Zurigo a Milano (per i treni merci) sarà come andare a Milano da Venezia con la “Freccia Bianca”, cioè 2 ore e mezza.

    Ma almeno due domande sorgono spontane:

    • quanta CO2 in meno sarà emessa dall’equivalente merci che non andrà sui TIR?
    • quanti TIR (e quanti incidenti) in meno ci saranno in giro per strade e autostrade d’Europa?

    Lino Terlizzi del Sole 24 Ore racconta la cronaca “dall’interno del cantiere di Sedrun , nel Canton Grigioni” con il video dove si può vedere come la  “gigantesca scavatrice ha fatto scomparire gli ultimi metri che ancora separavano i due lunghi tratti del tunnel già realizzati”.

    L’investimento equivale a una manovra finanziaria di quasi 14 miliardi di €. Ma come si paga? Claudio Perozzo su “Il Giorno”, spiega che il finanziamento per realizzare il “big tunnel” proviene da “fondi ricavati in buona parte dall’imposta sul traffico pesante su gomma, che viene versata dai Tir che percorrono la rete autostradale Svizzera oltre all’accisa sulla benzina. Il trasporto su gomma paga insomma l’autostrada ferroviaria“.

    Il nuovo tunnel andrà quindi ad affiancare l’ottocentesca, ma ancora attuale, Galleria ferroviaria del San Gottardo che collega 15 km di galleria da Airolo in Ticino a Göschenen nel canton Uri.

    Per lo sviluppo dei lavori è stata particolarmente curata la qualità della comunicazione, le informazioni (nella prima foto sotto si vede l’infocentro di Pollegio appositamente creato per l’opera) e le relazioni con il territorio.

     

    infocentro Pollegio © AlpTransit San Gottardo SA

     

     

    Faido San Gottardo © AlpTransit San Gottardo SA

     

     

    Sigirino © AlpTransit San Gottardo SA

     

    Diverse imprese italiane hanno prestato le loro professionalità e tecnologie per questa opera da Guinness. Tra queste, come scrive “la Repubblica di Parma“, c’è anche la Pizzarotti “che ha contribuito a questo importante e lungo percorso lavorando in tre cantieri”.

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    Galleria fotografica

    (nel sito alptransit.ch è specificato che la “pubblicazione del materiale fotografico è possibile solo citando la fonte: © AlpTransit San Gottardo SA. Non è permessa l’utilizzazione del materiale fotografico al fine di discriminare o di ledere gli interessi di AlpTransit San Gottardo SA”)

    Galleria di base del San Gottardo

    Galleria di base del Ceneri

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    -Fonti:

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    Video tecnologie scavo tunnel:

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    Siti di approfondimento suggeriti sull’argomento del trasporto ferroviario:

    Venezia, Spazio THETIS all’Arsenale (dal 15/10 al 5/11/2010): Felicity change your city change yout life

    interessante concorso di grafica internazionale a Venezia

    esposizione allo spazio THETIS Venezia / Italia

    15 ottobre / 5 novembre, 2010

    apertura: da lunedì a venerdì 10 – 18
    dove: Spazio THETISGoogleMap

    L’ingresso della sede di Thetis si trova presso la fermata BACINI delle linee circolari Actv 41, 42, 51, 52 (Giracittà).

    Hotel convenzionato: Hotel Rigel

    Fonte: www.felicityproject.it

    Coorganizzazione:

    Città di Venezia – Direzione attività e produzioni culturali,  dello spettacolo e della comunicazione.

    Obiettivo del progetto è promuovere riflessioni sul tema della vita nella società urbana e su come possa essere migliorata. Un’occasione per i grafici provenienti da tutto il mondo di esprimere e immaginare soluzioni per una città capace di accogliere e migliorare la vita dei suoi abitanti. Verrà pubblicato un catalogo che ospiterà, oltre ai poster selezionati dalla giuria, delle riflessioni relative ad alcuni Temi sensibili:

    • Integrazione delle diverse culture e religioni
    • Le esigenze dei cittadini: Giovani, Disabili, Bambini, Anziani, Emarginati…
    • Le innovazioni tecnologiche
    • Protagonismo delle comunità
    • Interazione tra aree urbane e natura
    • Sicurezza

    La giuria

    • David Carson
    • Fortunato D’Amico
    • Chaz Maviyane Davies
    • Ann Harakawa
    • Andreas Kipar
    • Yossi Lemel
    • Armando e Maurizio Milani
    • Marco Navarra
    • Woody Pirtle
    • Maria Alessandra Segantini
    • Raymundo Sesma
    • David Tartakover
    • Maurizio Varratta

    Patrocinio

    • ORDINE DEGLI ARCHITETTI PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
    • ALA ASSOARCHITETTI
    • CONFINDUSTRIA VENEZIA
    • COMUNE DI GROSSETO

    Sponsor tecnici:

    • Business Press
    • Ditre Group
    • Favini
    • Gruppofallani
    • QWERTY Studio
    • SiteBySite

    Supporter

    • Fondazione Italia Cina
    • Scuola Internazionale di Grafica di Venezia
    • ADC ArtDirectorsClub New York

    Guarda i video di alcuni interessanti eventi realizzati allo Spazio THETIS e sull’Arsenale di Venezia:

    Ecco come il NORDEST progetta un sistema territoriale basato sul knowledge network

    Se l’Unione Europea ha scelto di orientarsi “verso una società basata sulla conoscenza” per sfidare la globalizzazione, le nuove classi dirigenti del Nordest progettano un sistema territoriale della conoscenza in ottica network, quindi knowledge network.

    Il V Meeting che si svolgerà il primo ottobre nella prestigiosa Villa Valmarana Morosini di Altavilla Vicentina (VI) è promosso da Nordesteuropa.it, Fondazione Nord Est, Fondazione Cuoa e Confindustria Giovani Imprenditori.

    Dal sito di PR Consultig leggiamo che “Costruire la metropoli, obiettivo del Meeting fin dalla sua prima edizione, significa dotarla di infrastrutture fisiche e virtuali organizzate per servire un bacino di 7 milioni di abitanti e capaci di sviluppare servizi di eccellenza competitivi su scala globale. Per farlo non è possibile prescindere da una rete di conoscenza basata sullo sviluppo di poli di eccellenza integrati. In questo consiste il concetto di Nordest University, un sistema universitario a servizio dello sviluppo delle imprese e della crescita culturale dell’area. Dopo l’attenzione alle infrastrutture e alla candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, il Nordest affronta le questioni strategiche per dare vita ad un vero e proprio sistema a rete della conoscenza e della formazione, oltre che della logistica, dei trasporti e dei servizi.”.

    Perni di questo sistema sono le 7 università storicamente affermatesi (Padova, Venezia, Trieste, Trento, Verona, Udine e lo IUAV) che, sotto la guida delle amministrazioni regionali, devono trovare rapidamente dei centri di razionalizzazione nelle costituende “fondazioni”. A livello regionale queste stanno operando i primi processi di integrazione: tagli dei duplicati, dei corsi inutili e riorganizzazione interna devono essere i primi atti concreti delle Università in una fase in cui scarseggiano le risorse e la credibilità nei confronti del tessuto economico e sociale.

    PROGRAMMA

    Il programma della mattina sarà condotto dalla giornalista del TG4 Alessandra Viero con apertura alle 9.30 di Alberto Luca, vicepresidente Fondazione Cuoa, Filiberto Zovico editore di Nordesteuropa.it  e il vicepresidente della Regione Veneto Marino Zorzato. Seguiranno un colloquio con Francesco Giavazzi, Università Bocconi, Milano e MIT che sarà intervistato da Paolo Possamai, direttore de Il Piccolo.

    La seconda parte della mattina vedrà lavorare insieme i partecipanti in 6 gruppi di lavoro:

    1. Università: le riforme necessarie (Conduce Stefano Micelli, docente Università Ca’ Foscari, Venezia)
    2. Le professioni di domani (Conduce Marco Bettiol, docente Università di Padova)
    3. Le nuove frontiere della ricerca (Conduce Cristina Pedicchio, presidente CBM, Trieste)
    4. Per una riorganizzazione dei poli tecnologici (Relazione di Roberto Furlan, presidente Camera di Commercio di Padova; conduce Giampietro Vecchiato, Vice presidente Ferpi)
    5. Università ed impresa. Nuove idee di collaborazione (Conduce Paolo Gubitta, Università di Padova e Fondazione CUOA)
    6. Per la capitale europea della cultura 2019: sviluppo tecnologico e sviluppo culturale (Conduce Roberto Daneo, curatore del dossier Nordest Capitale Europea della Cultura 2019).

    Nel pomeriggio, dopo il resoconto dei gruppi di lavoro coordinato da Silvia Oliva della Fondazione Nord Est, è prevista una prima parte con due interessanti tavole rotonde dove interverranno e si confronteranno imprenditori, studiosi e accademici:

    La sfida del sapere: imprese e lavoratori dell’economia della conoscenza“  > Modera Alessandra Viero del TG4, intervengono: Claudio Miotto presidente Confartigianato Veneto, Carmela Palumbo direttore generale USR Veneto, Giovanni Pavan presidente Camera di Commercio di Pordenone, Franca Porto segretario Cisl Veneto, Gianluca Vigne presidente Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, Diego Xausa presidente Adacta Studio Associato;

    Per la Nordest University” > Modera il direttore del Corriere del Veneto Alessandro Russello, intervengono: Carlo Carraro rettore Università Ca’ Foscari Venezia, Elena Donazzan assessore all’Istruzione Formazione e al Lavoro Regione del Veneto, Alessandro Mazzucco rettore Università di Verona, Roberto Molinaro assessore all’Istruzione Formazione e Cultura Regione Friuli Venezia Giulia, Francesco Peroni rettore Università di Trieste, Giuseppe Zaccaria rettore Università di Padova.

    L’evento si concluderà con una tavola rotonda di grande rilevanza politico-istituzionale, moderata dal direttore di Nordesteuropa.it Roberto Morelli, sul tema chiave “Le Venezie – Capitale Europea della Cultura 2019″: un’occasione per dare vita ad un sistema universitario integrato“. Alle ore 18.00 Sono in programma gli interventi di:

    • Lorenzo Dellai, presidente Provincia Autonoma di Trento
    • Luis Durnwalder, presidente Provincia Autonoma di Bolzano
    • Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia
    • Andrea Tomat, presidente Confindustria Veneto
    • Renzo Tondo, presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
    • Luca Zaia, presidente Regione Veneto.

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    p.s.

    A proposito del “sistema università” italiano, un’analisi del Club European House Ambrosetti citata da Barbara Weisz in ManagerOnline, mette in luce i punti critici (molti) del sistema di istruzione accademica della Penisola, vicino «a una situazione di vera emergenza», e fa una serie di proposte. Un miglioramento del livello universitario si traduce in un recupero di competitività del paese, e secondo l’analisi del Club Ambrosetti comporta un aumento potenziale del pil pari a 15 miliardi all’anno.

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