Inserito da: Vittorio Baroni | 31 Ottobre 2009

Waterfront Venezia metropolitana

Inserito da: Vittorio Baroni | 24 Ottobre 2009

Il Crowdsourcing e il modello di lavoro in team 2.0

Il termine Crowdsourcing ( da crowd cioè gente comune + outsourcing cioè esternalizzare una parte delle proprie attività) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.

Inizialmente il crowdsourcing si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. La community open source è stata la prima a trovarne beneficio. Wikipedia è un esempio di crowdsourcing volontario. Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo modello di open enterprise, per i freelance la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale.

perfetto gioco di squadra citazione studio vittorio baroniDa un certo punto di vista, questo modello si collega alle modalità di lavoro impresa 2.o, ovvero che utilizzano il web per collaborare in ottica team working. La multidisciplinarietà che sa valorizzare i singoli ruoli e che favorisce il successo di un’impresa, nel crowdsourcing si caratterizza da un perfetto gioco di squadra tra tutti i settori aziendali e tra le persone che formano i team all’interno di essi.

Particolare attenzione va prestata al coordinamento delle energie affinché agiscano in modo sinergico e si orientino (anche in forme autogestite) verso un obiettivo comune.

Inserito da: Vittorio Baroni | 16 Ottobre 2009

RICERCA/Usare Internet sul luogo di lavoro per scopi personali?

web 2.0 business studio baroni

Un’interessante ricerca commissionata da Trend Micro offre uno spaccato di vita delle aziende italiane nell’era del Web 2.0. Se da un lato si dimostrano favorevoli all’uso delle tecnologie più avanzate, dall’altro si rivelano sempre meno liberali nei confronti del social networking

Sommario dei risultati:

  • In generale le politiche di soddisfazione del personale contemplano l’ampio utilizzo di strumenti tecnologici avanzati, ma con maggiori resistenze verso un libero uso Internet.
  • Per 7 aziende su 10 è accettabile che i dipendenti trascorrano non più di 20 minuti al giorno online a scopi personali.Le meno tolleranti appaiono le aziende sotto i 50 dipendenti.
  • Attualmente i siti più vietati nelle aziende riguardano: pornografia (56,2%), giochi (41,8%), scommesse e lotterie (37,9).
  • Ma anche chat e siti di social networking sono considerati sempre più a rischio. Le aziende più piccole, infatti, prevedono maggiori restrizioni per il futuro: 33% per le chat e 24,3% per i social network.
  • Le PMI sono sempre più preoccupate per la sicurezza informatica: i problemi più riscontrati sono lo spam con il conseguente rallentamento della rete (40%) e i virus nei sistemi (24,6%). Da segnalare che il 12,4% ha subito il furto di dispositivi mobili con dati aziendali.

20 minuti al giorno. E’ il tempo che 7 PMI italiane su 10 sono disposte a concedere ai propri dipendenti per la navigazione su Internet a fini personali. In generale, i responsabili aziendali sono favorevoli  all’ampio utilizzo di strumenti tecnologici avanzati (come, ad esempio, Blackberry o software innovativi) da parte del personale, ma per il futuro si profilano maggiori restrizioni sull’uso di Internet, in particolare per gli ormai popolarissimi siti di social networking come Facebook. Sono alcuni dei principali risultati di un’indagine – commissionata dal leader mondiale nella sicurezza dei contenuti Internet Trend Micro all’Istituto indipendente A&F Research - che offre un vero e proprio spaccato di vita delle aziende italiane nell’era delle tecnologie Web 2.0.


20 minuti di libertà su Internet al giorno

Lo studio Trend Micro, che ha coinvolto più di 150 piccole e medie aziende distribuite su tutto il territorio nazionale,  in generale ha messo in evidenza che, nell’ottica della soddisfazione del personale, buona parte degli intervistati si dichiara favorevole all’ampio ricorso degli strumenti tecnologici avanzati, da smartphone a tecnologie wi-fi, alle applicazioni più evolute (3,39 punti su 5 in una scala di valori da 1 a 5). Punteggio non molto distante da quello registrato da aspetti di base e più “scontati” come luoghi di lavoro confortevoli (4,02), ambiente informale (3,55), pause durante l’orario di lavoro (3,45). E’ emersa, però, una maggiore resistenza all’utilizzo non regolamentato di Internet sul posto di lavoro (2,37 punti su 5).

Analizzando quest’ultimo aspetto più da vicino, le aziende si sono dimostrate generalmente favorevoli a un moderato tempo di utilizzo della Rete per motivi non strettamente professionali. Il 68%, infatti,  ritiene accettabile un utilizzo non superiore ai 20 minuti al giorno. In particolare, le aziende più piccole (da 10 a 50 dipendenti) appaiono meno tolleranti, infatti solo il 26,3% giudica opportuno andare oltre i 20 minuti. Mentre il 44% delle aziende più grandi  (da 51 a 250 dipendenti) considera accettabile superare tale limite.

Internet in azienda: proibizionismo o liberalismo?

Per quanto riguarda l’uso scorretto della Rete da parte dei dipendenti, lo studio ha evidenziato che i rischi sono meglio identificati e già oggetto di limitazione nelle aziende con più di 50 dipendenti, mentre quelle più piccole sono più orientate ad intervenire in futuro con misure di “censura”, attualmente meno diffuse.

Attualmente la percezione di rischi e il “proibizionismo aziendale” verso Internet, si concentrano sull’area della pornografia (56,2%), dei giochi (41,8%), dellescommesse e lotterie (37,9), e della ricerca di anime gemelle (34%), in buona parte già oggi non accessibili, specie nelle aziende di maggiori dimensioni.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei sempre più popolari siti di social networking e delle chat, se in generale le aziende finora si sono dimostrate un po’ più “liberali” (attualmente sono vietati complessivamente nel 28% dei casi), la tendenza per il futuro è uno stretto giro di vite, soprattutto nelle intenzioni delle imprese più piccole. Ad esempio, il 22,3% di queste ultime non consente già oggi l’accesso alle chat, per il futuro la percentuale sale al 33%.  Per i siti di social networking si passa dal 21,4% di oggi al 24,3% per il futuro. Le aziende piccole sembrano così seguire la strada già intrapresa dalle aziende più grandi che già vietano, nel 42% dei casi, le chat e i social network. Seguono, nella classifica delle attività considerate più a rischio e quindi già oggetto di restrizione, gli acquisti personalieffettuati online (27,5%).

Un rischio minore e una minore richiesta di limitazioni sono indirizzate alla ricerca di posti di lavoro in Rete, attualmente non consentite dal 16,3 % delle aziende, e all’uso di email personali (13,1 %). Anche in questo ambito emerge però una tendenza più restrittiva per il futuro (24,2% per la ricerca di lavoro online e 18,3% per le email personali.

I problemi di sicurezza informatica più riscontrati

Il fatto che le aziende stiano meditando azioni restrittive per il futuro è strettamente connesso ai numerosi problemi legati alla sicurezza informatica.

Guardando più da vicino il fenomeno del cybercrime nelle PMI, negli ultimi dodici mesi il problema più segnalato dalle aziende intervistate è lo spam (40% dei casi) con il conseguente sovraccarico e rallentamento della rete aziendale. Molto ricorrente è anche la presenza di virus nei sistemi (24,6% dei casi). Da segnalare anche che il 12,4% ha subito il furto di PC portatili, Blackberry e cellulari con dati aziendali.

Approfondimento sul social networking e i suggerimenti di Trend Micro

La “moda” dei siti di social networking e i pericoli per utenti e aziende

La tendenza verso una maggiore restrizione nei confronti dei siti di social network emersa dalla ricerca, dimostra che le aziende cominciano a percepire questi siti come un secondo livello di rischio emergente, legato alla diversificazione, ampiezza e incontrollabilità dei contatti ed informazioni rese pubbliche, e quindi anche a disposizione dei criminali informatici pronti a utilizzarle a loro vantaggio.

Il social networking è riuscito a farsi spazio nella vita di tutti i giorni: Facebook ne è l’esempio con quasi 200 milioni di utenti; a questo tipo di siti si aggiungono quelli dedicati alle relazioni professionali come  LinkedIn oppure i servizi di micro-blogging come Twitter.

Non sorprende, quindi, che questi servizi siano sempre di più allettanti per gli attacchi dei cybercriminali. Profili compromessi, applicazioni illegali, pubblicità di finte promozioni sono solo alcuni dei pericoli in cui possono imbattersi gli utenti. L’obiettivo principale è carpire informazioni sensibili e i dati delle carte di credito.

La fiducia, l’anello debole della catena. Trend Micro consiglia: prima di cliccare, pensa!

L’elemento chiave su cui fanno leva di tutti questi tipi di attacchi è la fiducia, il valore alla base dell’esistenza degli stessi social network. Proprio il fatto che un messaggio o un link provenga da un amico o da un collega, lo fa sembrare molto più credibile rispetto al tradizionale messaggio spam inviato da un estraneo tramite email. I ricercatori Trend Micro, anche attraverso i propri blog (http://blog.trendmicro.com/http://countermeasures.trendmicro.eu/ ) dedicati alle minacce informatiche, da tempo cercano di sensibilizzare gli utenti sull’argomento, offrendo non solo aggiornamenti continui sulle minacce, ma anche articoli con suggerimenti e spunti su cui riflettere.

Gli utenti devono essere più coscienti dell’importanza dei dati personali e acquisire una maggiore dimestichezza con i controlli della privacy disponibili sui siti di social e professional networking, utilizzandoli maggiormente. Non c’è bisogno, ad esempio, di rispondere al questionario “25 cose che mi riguardano” e poi postarlo sul proprio profilo. Come non è necessario condividere per intero la propria storia professionale e privata arricchendola di dettagli sulla formazione o il luogo in cui si abita. Soprattutto non è il caso di condividere il proprio nickname: non sono forse le informazioni necessarie per risalire alla password dell’account di posta o per accedere ai dati finanziari?

Dal momento in cui le informazioni personali diventano pubbliche non sono più controllabili.

Quindi la prossima volta, prima di cliccare su “Pubblica”, Trend Micro suggerisce di porci semplicemente questa domanda: “se un estraneo mi telefonasse chiedendomi questo tipo di informazione, gliela fornirei?”. Se la risposta è“no”, evitate di farlo anche online.

Metodologia della ricercaL’indagine quantitativa presso le PMI Italiane su “Rischi d’Impresa – Cybercrime e Sicurezza Informatica” commissionata da Trend Micro, è stata realizzata nel mese di luglio 2009 dalla società A&F Research attraverso interviste telefoniche, centralizzate da Milano, e dirette in tutta Italia.

Complessivamente sono state condotte 153 interviste così suddivise: 103 piccole aziende (da 10 a 50 dipendenti) e 50 medie aziende (da 51 a 250 dipendenti),  due terzi intervistati nel nord Italia e un terzo nel centro-sud Italia. Tutte le aziende del campione avevano almeno 8 PC collegati in rete.

Per quanto riguarda i settori merceologici il 38,6% delle aziende appartiene al comparto Manifatturiero, il 24,8 al Commercio all’Ingrosso e Dettaglio e il 36,8 % ad “Altri settori e Servizi”  (produzione e commercio Agroalimentare, Servizi alle Imprese, Turismo e ristorazione, Edilizia, Sanità ed Editoria).

Le figure professionali coinvolte nelle interviste sono state:

  • 78,4 % Responsabili Sistemi Informativi
  • 10,5% Responsabili Acquisti infrastrutture e servizi informatici
  • 7,2 % titolari
  • 3,9 Direttori Generali

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Fonte: Trend Micro

VEGA ICE FLAA

Le nanotecnologie al servizio della filiera del legno e dell’abitare. Rilancio della filiera del legno. Accordo Vegapark di Venezia e l’Ice per un programma di innovazione tecnica e di prodotto

Tra i progetti allo studio, l’unità abitativa modulare ecosostenibile ricoperta di strati fotovoltaici e dotata di minigeneratori eolici per il risparmio energetico

Innovare il comparto produttivo del legno e dell’abitare italiano tramite l’applicazione delle tecnologie più all’avanguardia, quali ad esempio le nanotecnologie, favorendo l’aggregazione e la formazione delle imprese del settore, oltre che la ricerca di nuovi mercati. E’ l’obiettivo dell’accordo siglato tra ICE – Istituto Nazionale per il Commercio Estero e VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, in collaborazione con Federlegno, per avviare un programma di profonda innovazione tecnica e di prodotto per le imprese del settore.

I progetti, la ricerca applicata, la formazione e l’aggregazione di impresa sono coordinati dal WEEG (Wood European Experts Group) il gruppo europeo di docenti universitari, progettisti, tecnici specialisti e designer, costituito al Parco VEGA. Le attività di logistica e di promozione internazionale sono gestite da un apposito nucleo operativo con sede all’ICE.

Tra i primi progetti, “WEEG” sta sviluppando la realizzazione di un’innovativa unità abitativa modulare costruita con le migliori tecnologie per la coibentazione, la domotica, la salubrità e il risparmio energetico, ricoperta con strati filmici fotovoltaici e dotata di minigeneratori eolici, per la produzione diretta di energia elettrica. L’unità modulare potrà essere utilizzata sia per ampliare, entro il 20%, un’abitazione già esistente (sulla base dell’Intesa del 31 marzo 2009 – Conferenza Stato-Regioni ed Enti Locali) sia per crearne una nuova con tutti i criteri antisismici. Grazie a specifici trattamenti nanotecnologici il legno utilizzato sarà reso ignifugo, idrorepellente, inattaccabile da agenti atmosferici, inorganici e organici.

WEEG, inoltre, sta sviluppando progetti multidisciplinari quali: trattamenti innovativi di funzionalizzazione dei materiali lignei per migliorare le risposte chimico – fisiche del materiale sia in superficie sia in spessore; conferimento di proprietà di resistenza U.V.; miglioramento delle caratteristiche idrofobiche; controllo agenti patogeni; processi ecocompatibili di trattamento per sviluppare vernici atte a coniugare esigenze estetiche e rispetto dell’ambiente; processi produttivi con particolare attenzione al risparmio energetico; nuovi percorsi di design; impiego strutturale del legno per la diffusione del settore nell’edilizia abitativa e pubblica.

Fine ultimo dell’accordo VEGA-ICE è quello di rilanciare l’intero Sistema Legno-Arredamento italiano che comprende oltre 75.000 imprese e 409.000 addetti e un fatturato alla produzione di 37.533 milioni di euro, e che ha segnato un calo del 5,6% rispetto al 2007/08, un saldo negativo di -2% nelle esportazioni e un calo del consumo interno di -7,8% (dati Federlegno pre-consuntivi 2008, elaborati a marzo 2009).

Oltre all’innovazione e all’applicazione delle nanotecnologie, il programma VEGA-ICE ruota intorno ai concetti – già applicati con successo dal VEGA Park – di aggregazione, per favorire la nascita di consorzi di fornitura e la realizzazione di progetti “chiavi in mano”, e di internazionalizzazione, per stimolare la nascita di cordate transfrontaliere di imprese, soprattutto con i distretti del legno del sud-est europeo.

Lo scopo dell’iniziativa, promossa e sostenuta dall’I.C.E. (Istituto Commercio Estero), è di sviluppare, in un momento di difficoltà economica, un sistema vincente anche in campo internazionale, attraverso la realizzazione di progetti di sviluppo tecnologico e innovativo, che possano rilanciare, la filiera del legno alto adriatica.

Già nel corso delle prime riunioni sono stati individuati i settori di sviluppo nel comparto del legno, il quale seppur risentendo della crisi economica, individua tra i suoi punti di forza:

  • un perfetto connubio con l’ambiente,
  • delle ottime caratteristiche di coibentazione,
  • una buona leggerezza e maneggevolezza,
  • un’eccellente usabilità e gradevolezza,
  • una totale riciclabilità

È inoltre indubbio che il legno sia un materiale totalmente “sostenibile” e quindi perfettamente in sintonia con le attuali linee guida dei mercati, al fine di un suo utilizzo, sia nelle costruzioni di tipo mobile, sia per un suo impiego nell’edificazione di fabbricati.

Il WEEG, sta quindi sviluppando, progetti multidisciplinari su differenti ambiti applicativi come ad esempio:

  • Trattamenti innovativi di funzionalizzazione dei materiali lignei come le nanotecnologie per migliorare le risposte chimico – fisiche del materiale sia in superficie sia in spessore, conferimento di proprietà di resistenza U.V., miglioramento delle caratteristiche idrofobiche , controllo agenti patogeni, etc.
  • Processi ecocompatibili di trattamento, per sviluppare vernici atte a rispondere ad differenti esigenze estetiche coniugando il rispetto dell’ambiente, o sviluppare e migliorare processi produttivi con particolare attenzione al risparmio energetico.
  • Nuovi percorsi di design, attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie legate anche al design emozionale.
  • Impiego strutturale del legno per la diffusione del settore nell’edilizia abitativa e pubblica.

Per ciò che concerne la costruzione di case in legno, infatti, il nostro paese non brilla certamente per la reperibilità di lotti edificabili, soprattutto nelle città, e perdurano i fattori di tipo culturale, che prediligono il “mattone”.

Il gruppo di esperti, proprio riguardo a questo aspetto, ha allora preso in considerazione due fattori:

  1. da un lato le recenti determinazioni assunte nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni ed Enti Locali – Intesa del 31 marzo 2009, che consentono l’ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici uni-bi familiari, con una semplificazione delle procedure per velocizzare la concreta applicazione di quanto previsto.
  2. e dall’altro le norme di progettazione antisismica, oggi di particolare attualità, in virtù dei precedenti e recenti eventi.

Si è pensato allora di proporre un’unità abitativa modulare composta da una struttura portante in grado di aumentare il volume abitativo in verticale o in orizzontale, senza ledere alla portanza statica dell’edificio e costruita con le migliori tecnologie per la coibentazione, la domotica, la salubrità e il risparmio energetico.

La parte superiore dell’unità potrà essere, per esempio, ricoperta con strati filmici fotovoltaici e dotata di minigeneratori eolici, per la produzione diretta di energia elettrica.

Il modello che si intendere assumere è quello delle cabine delle grandi navi passeggeri, che vengono assemblate in fabbrica e, già complete di tutti i sistemi tecnologici e l’impiantistica, solo successivamente issate ed installate a bordo.

L’unità abitativa sarà quindi dotata di tutte le tecnologie e degli impianti, in buona parte autosufficienti, atti a soddisfare tutte le esigenze del committente (condizionamento, illuminotecnica scenografica, amplificazione sonora, video, sicurezza, ecc.) e integrate in un perfetto impianto domotico.

Il legno utilizzato, verrà reso ignifugo, idrorepellente, inattaccabile per un lungo periodo, da agenti atmosferici, inorganici ed organici, mediante specifici trattamenti, utilizzando gli studi più attuali sulle nanotecnologie, grazie anche alle ricerche che attraverso il progetto si stanno attuando.

L’unità modulare potrà naturalmente essere utilizzata sia per estendere un’unità abitativa già esistente, sia per crearne una nuova.

Si intende ribadire il fatto che lo studio del complesso abitativo ne estende l’abitabilità con un utilizzo di tipo completamente modulare e quindi adattabile a qualsiasi specifica esigenza e necessità anche estetiche e di rispetto del patrimonio già costruito.

Gli allestimenti potranno configurarne una fruizione da alloggio minimo o da Penthouse di lusso, da sala per l’home theater, alla camera da letto sotto le stelle, con un’abbondanza di tecnologie hi-tech.

Fonti testi e immagini:

Inserito da: Vittorio Baroni | 13 Ottobre 2009

Carta Etica Digitale

Carta Etica Digitale INNOVATORI

Per le adesioni alla Carta Etica Digitale invia una e-mail all’indirizzoced@innovatori.it riportando nome, cognome e la parola “aderisco” >>> 25 ottobre 2009, consultazione pubblica a Venezia

ottobre 2009

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Art.1 (Opportunità digitale)

A chiunque deve essere universalmente garantita l’opportunità di accedere ad Internet per la diffusione del proprio libero pensiero

Art.2 (Sviluppo)

I Governi favoriscono l’accesso locale ad Internet quale sviluppo democratico della Societa’ dell’Informazione.

Art.3 (Promozione)

I Governi sostengono l’utilizzo di Internet sviluppando procedure di governance che assicurino trasparenza, efficacia e tempestività nei rapporti tra Stato e cittadino.

Art.4 (Rispetto)

Chiunque nell’utilizzo di Internet e’ chiamato al rispetto della risorsa tecnologica nell’interesse proprio e della collettività.

Art.5 (Verifica)

Chiunque nella diffusione di informazioni deve accertare e verificare, prima delle divulgazione delle stesse, la veridicità della fonte.

Art.6 (Segreto)

Chiunque condivide informazioni in Internet non è tenuto a rivelare la fonte dell’informazione se non su richiesta dell’autorità giudiziaria.

Art.7 (Anonimato)

Chiunque può ricorrere a sistemi di anonimizzazione etica qualora il Governo del proprio Paese ponga in atto azioni lesive verso i diritti e le libertà fondamentali dell’uomo.

Art.8 (Compilazione)

Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve rispettare i diritti personali e patrimoniali altrui.

Art.9 (Standard)

Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve porre ogni azione affinchè sia possibile garantire l’interoperabilità dei sistemi.

Art.10 (Gratuità)

Chiunque produce e diffonde liberamente la propria conoscenza non è tenuto alla corresponsione di alcuna tassa o esser sottoposto a vincoli di controllo.

.>>>25 ottobre 2009, consultazione pubblica a Venezia

versione in formato pdf

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Per le adesioni alla Carta Etica Digitale invia una e-mail all’indirizzoced@innovatori.it riportando nome, cognome e la parola “aderisco”.

Breve presentazione della Carta Etica Digitale

a cura di Massimo Melica

L’errore sovrano nell’approcciarsi alle nuove tecnologie della comunicazione e’ di personalizzarle attraverso le proprie visioni ideologiche e a volte purtroppo commerciali.

Compito di questa Carta Etica Digitale (CED) e’ di tracciare sotto il profilo etico una linea di condotta che sia di indirizzo per il corretto approccio all’”infosfera”, dove per “info” si intende il mondo dell’informazione digitale.

Internet oggi, come in passato, e’ uno strumento di informazione affidato a tutte le persone che liberamente, salvo opportune cautele, hanno la possibilità di informare ed essere informati.

Prima di chiedere “la neutralità della rete” occorre tuttavia che gli utilizzatori della risorsa tecnologica si pongano verso di essa in modo neutrale, evitando altresì che influenzino o siano influenzati da interessi, sociali ed economici, che suscitino il progredire di norme censorie e antiliberali.

L’applicazione sempre più dinamica di Internet in campo sociale, sebbene offra enormi possibilità di sviluppo, contribuisce a creare nuovi problemi etici e sociali e contestualmente a modificarne i vecchi.

Le tecnologie pervadono a tal punto la società da rendere obsoleti i classici modelli di rappresentazione e interpretazione dell’etica, richiedendo una inevitabile evoluzione della stessa così come rappresentato nella Carta Etica Digitale.

Da questa premessa prende vita la Carta Etica Digitale che, attraverso la centralità degli uomini, diventa punto di riferimento per un cammino di interazione tra cittadini, governi e aziende in ambito digitale.
Nonostante i dieci articoli, la Carta Etica Digitale ha il merito, di assolvere a numerose questioni inerenti la condotta etica che, giorno dopo giorno, si pone all’attenzione dell’utilizzatore delle nuove tecnologie della comunicazione digitale.

Internet non è la terra di nessuno, non è un moderno “far west” senza regole dove si afferma il più forte capace solo di urlare, ma è un dinamico e produttivo modello sociale dove le regole possono essere date dal suo interno.

.>>>25 ottobre 2009, consultazione pubblica a Venezia

Hanno aderito: (in aggiornamento)

Associazioni:

INNOVATORI (promotori) ASSODIGITALE Ass. Ita. Industria Digitale
CSIG – Centro Studi Informatica Giuridica ANDIP – Ass. Naz. per la Difesa della Privacy
MDC – Movimento Difesa del Cittadino FSUGitalia Free Software User Group Italia
IWA Italy Inter. Webmasters Association Punto IT
NuoviAbitanti associazione culturale AICEL- Ass. It. Commercio Elettronico

Testate giornalistiche:

KEY4BIZ – Knowledge for Business – Quotidiano on line fondato e diretto da Raffaele Barberio

7thFLOOR Share Your Vision For The Future – diretto da Andrea Genovese

Giornalisti:

MASERA Anna (La STAMPA)


Bloggers:

Michele Ficara Manganelli Stefano Quintarelli
Luca Conti Gianluigi Cogo – webconoscenza
Roberto Scano Stefano Epifani
Vittorio Baroni ComputerLaw 2.0
Technico Blog Nicola Fabiano
NonSoloLug Orizzonti
Michele Iaselli Codice Binario
Ius Reporter ibrid@menti
SySOp GreenInternet

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Hanno aderito inoltre (clicca qui)

Hanno aderito a titolo individuale alla Carta Etica Digitale

(in ordine di adesione – totale 108- 13 ottobre ore 19,15)

per correzioni o integrazioni ced@innovatori.it

indietro

MELICA Massimo PAVESIO Fausta MAGNANI Mauro FICARA MANGANELLI
SCANDELIN Barbara BERARDI Luisa BASSOLI Elena IASELLI Michele
CONTE Bruno BONADIO Gabriele BUCCI Elisa SIDELLA Giuseppe
CARBONARA Fatima POMANTE Gianluca BOLOGNINI Luca VILLECCO Alessandra
LA MESA Eugenio DEL TURCO Ennio BARBERIO Raffaele SERAFINI Giuseppe
MAGGIPINTO Andrea SPADA Rossella BATTISTELLA Andrea TESORO Antonio
BRUSCHI Maria Grazia IRRERA Salvatore GUALTIERI Barbara CELLERINO GUIDO
SCIALDONE Marco CARRIERI Otello MILILLO Marco FABIANO Nicola
CAPITANI Rosanna LAURENTI Stefano CECCARELLI Cristina DITTO Giuseppe
TRANCOSSI Michele QUINTARELLI Stefano PALLANCA Irada MARZANO Flavia
PINI Joanne Maria ALIBERTI Amidani Livia PUCCIO Anna TACCONI Francesco
MANTOVANO Giorgio FIAMMELLA Bruno MARANDOLA Giorgio IORIO Eugenio
PEIA Roberto GUASTONE Carlo SCARPA Lucio BROVELLI Claudio
GIORGINI Aurelio TURRI Roberta BALBO Alessio LOMBARDO Dario M.
GERI Marina Chiara GOVONI Giorgio TRONCHIN Enzo FARMESCHI Nicoletta
SACCANI Paolo

Di GENNARO Gioconda

ZANGA Diego APUZZO Vittorio
FACCHINI Gianandrea LOPRIORE Pasquale MELE Stefano PIRAS Maurizio
JANNIS Giorgio ROSSI Monica MENEGUZZI Maria EPIFANI Stefano
NAVACCHIA Max VISMARA Paolo LAURENZI Gian Luca RICCERI Vincenzo
FAVRETTO Eliana FONTANA Cesare ANGELITTI Anna Maria ROMANO Rino
SPAMPINATO Laura Di RUSCIO Annamaria NASINI Alessandro BRIGANTI Giuseppe
LATTUADA Mauro SPEDALE Andrea ABADINI Graziano GALLERINI Micaela
CASADEI Andrea RUGGIERO Antonio KILZIE Khaled CAMANA Anna
GUAZZARONI Giuliana GENOVESE Andrea BLOISE Vincenzo FERRAZZA Federico
BOVESECCO Alessandro ZIBORDI Emanuela NASINI Alessandro CHISTE’ Aurora
RAMBAUD Riccardo P. PERONE Michele CROCE Lorenza ILARI Andrea
IANNICELLI Giuseppe CLAVARINO Alberto FAVARO Simone TULLISI Carlo
BERRA Mariella CANEPA Stefano

Inserito da: Vittorio Baroni | 12 Ottobre 2009

Nobel Economia 2009: premio alla governance dei sistemi collettivi

Nobel Economia 2009 premiati Ostrom e Williamson Studio Baroni

Il premio Nobel per l’economia è stato assegnato a Elinor Ostrom che lo divide a pari merito con Oliver Williamson per i loro studi sulla governance economica. Un riconoscimento che verrà ricordato per essere stato assegnato per la prima volta in questo campo a una donna.

La Ostrom, spiega il comitato del premio Nobel, “ha dimostrato come le comproprietà possono essere gestite in maniera efficace delle associazioni di utenti“. Con i suoi studi, spiega la motivazione per Williamson, “ha mostrato che i mercati e le organizzazioni gerarchiche, a riflesso di quanto avviene nelle aziende, hanno delle strutture di governance alternative che si differenziano per il modo diverso di risolvere i conflitti di interesse“.

Elinor Olstrom, 76 anni, insegna alla Indiana University di Bloomington ed è considerata infatti tra i principali studiosi del pool di risorse comuni. In particolare, il lavoro della Ostrom, che in Italia ha pubblicato il libro Governare i sistemi collettivi, si è soffermato sulle interazioni tra gli esseri umani e gli ecosistemi per arrivare ad un equilibrio che sia di lungo periodo e sostenibile per l’uso delle risorse. Secondo il pensiero della Ostrom, le foreste, la pesca, il petrolio, l’acqua rappresentano il pool di beni comuni che gli esseri umani attraverso la creazione di accordi istituzionali sono riusciti a sfruttare senza però arrivare al collasso degli ecosistemi. Ma nonostante i successi ottenuti siano tanti, gli esseri umani sono anche responsabili di innumerevoli sfasci di ecosistemi diversi, per questo il suo lavoro attuale sottolinea la necessità di indagare la natura dell’interazione uomo-ecosistema per risolvere i problemi che questa pone. Il riconoscimento del nobel all’economia alla Ostrom, spiega il comitato, è perché «ha dimostrato come le comproprietà possono essere gestite in maniera efficace delle associazioni di utenti».

Oliver Williamson, di anni ne ha 77 anni, insegna a Berkeley, nella University of California, ed è il creatore della cosiddetta economia neo-istituzionalista, conosciuta anche come economia dei costi di transazione, in cui si sostiene che ogni organizzazione economica nasce dal tentativo di minimizzare costi di transazione in contesti caratterizzati da contratti incompleti, investimenti specifici, razionalità limitata e opportunismo. Per Williamson l’obiettivo di ogni organizzazione economica è quello di ridurre i costi di transazione sia ex-ante sia ex-post e la loro interdipendenza. Da cui la motivazione dell’assegnazione del premio da parte della Commissione di Oslo: «per la sua analisi della governance economica, in particolare i confini di un’impresa». Con i suoi studi, si spiega nella motivazione, Williamson «ha mostrato che i mercati e le organizzazioni gerarchiche, a riflesso di quanto avviene nelle aziende, hanno delle strutture di governance alternative che si differenziano per il modo diverso di risolvere i conflitti di interesse».

Mettendo assieme le motivazioni per le quali il Comitato di Oslo ha scelto i due economisti americani per assegnare questo che è considerato un Nobel spurio, dal momento che non era stato previsto dall’ideatore Alfred Nobel nel 1895, ma inserito solo a partire dal 1969, sembra di leggere un’attenzione verso la necessità di trovare la strada per raggiungere un sistema di governance a livello globale per trovare un equilibrio tra lo sviluppo umano e l’uso delle risorse.

Un altro segnale, insomma, dopo l’assegnazione del premio per la pace a Barack Obama, come interprete di una risposta globale alle sfide globali, che queste sfide hanno al centro il rapporto tra economia e risorse naturali e che la strada per affrontarle è quella di individuare un sistema di governance che sia anch’esso globale.

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Premi Nobel 2009

Fonti:

Inserito da: Vittorio Baroni | 9 Ottobre 2009

Green: il futuro di Porto Marghera, Rapporto della Fondazione Pellicani

Green Economy FONDAZIONE PELLICANI

CONTENUTI DEL RAPPORTO

  • INDICE
  • PREMESSA
  • GREEN ECONOMY
  • IMMAGINARE FUTURO
  • IL NODO DELLE BONIFICHE
  • Guadagnare terra
  • Guadagnare tempo
  • Il bilancio aggiornato
  • Il rapporto tra bonifiche e progetti di sviluppo urbano: un problema italiano e europeo
  • MARGREEN
  • Produzione bioetanolo – Grandi Molini
  • Green Oil Bioraffineria
  • METAS – Metadistretto Veneto dell’Ambiente per lo Sviluppo Sostenibile
  • Interuniversity National Consortium “Chemistry for the Environment” (INCA)
  • Polo Integrato di Fusina – Centrale CDR
  • Centrale ad Idrogeno
  • Hydrogen Park-Consorzio Marghera per l’idrogeno
  • Greenwood
  • Green port – Autorità portuale
  • Venice blue flag – Porto passeggeri a zero emissioni
  • eNave – Energia dalle alghe
  • Progetto Vallone Moranzani
  • Altri progetti a Porto Marghera
  • PORTO MARGHERA
  • Un quadro sintetico dell’area
  • Trasformazioni su diversi Piani
  • Aziende ed addetti
  • Produzioni e settori
  • Chimicamente instabili
  • UN PORTO PER L’ADRIATICO
  • Traffico merci tra industria e commercio
  • Tonnara Adriatica
  • Venezia, terminal crocieristico
  • RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

CHE COS’E’ LA GREEN ECONOMY

Ma cos’è la “Green Economy”? Non esiste una definizione soddisfacente di “Economia Verde”; il termine comprende settori come l’efficienza energetica, la produzione e distribuzione di energia rinnovabile, il trasporto sostenibile, la fornitura d’acqua, la depurazione, la gestione dei rifiuti e l’agricoltura sostenibile oltre alle industrie che usano risorse in modo efficiente, grazie a tecnologie “intelligenti” (continua a leggere nel Rapporto della Fondazione Pellicani)

Fonte: http://www.fondazionegiannipellicani.it

Treviso 7 presentazione 7 bando UE

12 ottobre 2009

Unindustria Treviso - Palazzo Giacomelli

Piazza Garibaldi, 13 - Treviso

PRESENTAZIONE DEI BANDI DI FINANZIAMENTO DEL 7° PROGRAMMA QUADRO DELL’UNIONE EUROPEA, NANOTECNOLOGIE, MATERIALI E PRODUZIONE

La sede della Regione Veneto a Brussels, Veneto Nanotech e Unindustria Treviso organizzano lunedì 12 ottobre, presso Palazzo Giacomelli in Piazza Garibaldi a Treviso, una presentazione del 7° Programma Quadro – Nanotecnologie, Materiali e Produzioni con l’obiettivo di promuovere la partecipazione veneta ai bandi europei. Con l’occasione verrà anche illustrata in dettaglio l’iniziativa denominata “PROGETTA!” nata per finanziare la presentazione di progetti europei (“call for proposals” e “calls for tenders”) presentati da soggetti veneti tramite contributi a fondo perduto.

L’evento è organizzato in collaborazione con Apre – Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Eurosportello Veneto e Veneto Innovazione.

La partecipazione all’evento è gratuita, previa iscrizione obbligatoria e fino all’esaurimento dei posti disponibili. Si prega di compilare la scheda di partecipazione ed inviarla a info@venetonanotech.it - fax 049 7705555

Per scaricare la locandina dell’evento: cliccare qui

Per scaricare la scheda di partecipazione: cliccare qui

Per informazioni: Veneto Nanotech, tel 049 7705500

PROGRAMMA

Ore 15.00

Registrazione Partecipanti e Welcome coffee

Ore 15.30

Saluto del Vicepresidente di Unindustria Treviso con delega alla Scuola – Formazione – Ricerca e Innovazione, dott. Ennio Bianco

Saluto del Direttore della Sede di Bruxelles della Regione del Veneto, dott. Gianlorenzo Martini

Saluto dell’Amministratore Delegato di Veneto Nanotech, Nicola Trevisan

Ore 15.45

Presentazione della call 7PQ-NMP-2010

Dott.ssa Cristina Gabellieri, Commissione Europea, DG Ricerca Direzione Tecnologie Industriali/Unità Nanotecnologie

Ore 16.15

Raccomandazioni su aspetti legali e finanziari relativi alla presentazione di un progetto all’interno del 7PQ

Dott.ssa Martina Desole, APRE

Ore 17.00

Presentazione di progetti vincenti delle precedenti call 7PQ-NMP con coordinatori italiani/veneti

Ore 17.15

Presentazione dell’iniziativa “PROGETTA!”

Dott. Andrea Sartori, Regione del Veneto, sede di Bruxelles

Ore 17.30

Conclusioni e dibattito

Fonte: Veneto Nanotech

tribunale online

Il Tribunale di Modena, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Fondazione delle Casse di Risparmio di Modena, Carpi, Mirandola e Vignola, dà il via alla sperimentazione dei “processi in digitale”.

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Si tratta, in sintesi, di digitalizzare i fascicoli relativi ai procedimenti penali e creare un archivio informatico del settore penale del Tribunale di Modena con l´obiettivo di velocizzare le diverse fasi del processo. L´iniziativa viene presentata al pubblico sabato 3 ottobre alle ore 11 presso l´aula della Corte d´Assise di Modena in via Gherarda. Nella notizia si trovano maggiori informazioni e il commento dell´assessore alla programmazione territoriale e alla cooperazione con le autonomie locali, Gian Carlo Muzzarelli.

Come funziona la digitalizzazione di processi
Il sistema consiste nella gestione dei fascicoli relativi ai procedimenti penali in fase dibattimentale e nella creazione di un archivio informatico del settore penale del Tribunale di Modena.
Il progetto per la realizzazione  del sistema Sidip consentirà di affiancare ai documenti cartacei (i soli su cui attualmente lavorano giudici, avvocati e personale di cancelleria – ogni anno pervengono e sono generate circa 1 milione di pagine processuali) documenti informatici che potranno essere facilmente consultati, trasferiti, modificati, integrati, sostituiti, sdoppiati, totalmente o parzialmente archiviati.

Di conseguenza, più uffici o più utenti (ad esempio giudice, avvocati e cancelleria) potranno consultare in contemporanea il fascicolo digitale: mentre un soggetto utilizza il fascicolo cartaceo, altri potranno avvalersi di quello informatico e tutti potranno contestualmente produrre atti o provvedimenti sia in formato cartaceo sia in formato digitale, sia giurisdizionali sia amministrativi. I giudici potranno avere immediata conoscenza del “fatto” processuale, e lo studio del fascicolo sarà velocizzato anche grazie ai sistemi di ricerca elettronica (ad esempio segnalibro, full text, indicizzazione automatica, eccetera). Non sarà più necessario quindi sfogliare interi faldoni alla ricerca di un singolo documento; la verifica della regolarità delle notificazioni sarà istantanea; lo studio delle deposizioni, delle perizie e delle consulenze verrà facilitato.

tastiera 1

I fascicoli informatici, resi accessibili ai soli utenti autorizzati grazie ai sistemi di protezione, potranno essere “trasportati” in assoluta sicurezza: la loro consultazione sarà immediata (attualmente occorrono ore, spesso giorni solo per individuare il luogo ove un incarto processuale è custodito) e resa possibile in ogni aula, camera di consiglio, ufficio, nello studio dei giudici e nelle cancellerie e persino a distanza: negli studi professionali o dagli addetti a mezzo di computer portatili.

La domanda di completezza delle informazioni proveniente dai difensori (dopo la conclusione delle indagini preliminari gli avvocati possono accedere liberamente al contenuto degli atti) potrà essere pienamente e immediatamente soddisfatta attraverso l’invio di copie anche a mezzo del servizio di posta elettronica, previa riscossione dei diritti di cancelleria con sistema analogo a quello attualmente in uso per la trasmissione dei verbali d’udienza redatti in stenotipia. Il lavoro della Cancelleria sarà agevolato e reso più rapido, con un personale formato e pronto alla nuova modalità di lavoro.

La realizzazione del progetto consentirà al Tribunale di Modena di dotarsi di un archivio informatico di tutti i procedimenti penali che si formerà automaticamente e sarà di facile e immediata accessibilità (attualmente le ricerche d’archivio sono estremamente difficoltose e richiedono tempi lunghissimi per la lontananza dei depositi e per la mancanza di archivisti professionali).

tastiera 2

La sezione penale del Tribunale di Modena è composta da dieci giudici (coadiuvati da un giudice onorario) con problematiche impegnative. A loro disposizione sedici operatori amministrativi. Le sezioni distaccate sono tre, due delle quali, Carpi e Sassuolo, di grande dimensione. I procedimenti penali sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni: sono passati da 1917 processi iscritti nel 2002 ai 3140 processi iscritti nell’ultimo anno, con un incremento superiore al 60%. Sempre nell’ultimo anno sono stati celebrati 614 processi con rito direttissimo in cui gli  imputati erano in stato d’arresto.

Fonte: ERMES, Portale della regione Emilia-Romagna

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